Ragusa: alla galleria Sacca “Mutamento e transizione”

Anche per l’estate 2023 è in arrivo un nuovo progetto firmato SACCA gallery! 13 artisti, oltre quaranta opere, 2 location in altrettante città del ragusano, Modica e Pozzallo. Una mostra che connette il passato e il presente della galleria d’arte avviata nel 2019 a Pozzallo e trasferitasi lo scorso dicembre a Modica.

Il 7 luglio a Modica e l’8 a Pozzallo si inaugura “Mutamento e Transizione”. Gli artisti in mostra sono: Calogero Arcidiacono (1998, Catania / San Teodoro – ME), Davide Bramante (1970, Siracusa), Rita Casdia (1977, Barcellona Pozzo di Gotto – ME / Milano), Francesco Cuttitta (1988, Palermo), Demetrio Di Grado (1976, Palermo / Caltagirone – CT), Giorgio Distefano (1972, Chiaramonte Gulfi – RG / Firenze), Cristina Gardumi (1978, Gavardo – BS / Pisa), Andrea Palamà (1979, Cittiglio – VA / Torino), Ettore Pinelli (1984, Modica – RG), Salvo Rivolo (1983, Palermo), Piero Roccasalvo Rub (1974, Siracusa / Pozzallo – RG), Gabriele Salvo Buzzanca (1986, Barcellona Pozzo di Gotto – ME / Venezia), Chiara Sorgato (1985, Padova / Milano).

La mostra, curata da Giovanni Scucces, vuole porre l’attenzione sull’opinione assai comune di considerare questo momento storico come un periodo contraddistinto da un veloce e incessante cambiamento, in cui si fa persino fatica a seguirne le varie e molteplici direzioni. Siamo nell’era delle continue scoperte (scientifiche e mediche), dell’informatica, del world wide web, della globalizzazione, della questione ambientale, del capitalismo su scala mondiale. E tutto ciò non può che causare rivolgimenti in tanti aspetti della nostra vita.

Uno specchio di questo fenomeno può essere rintracciato nell’utilizzo incessante e onnipresente della parola transizione. Basta provare a fare una breve ricerca online e le prime parole che troviamo accostate al termine sono ecologica, energetica, digitale, demografica, di genere.

Per definizione (Treccani) la transizione è il “passaggio da un modo di essere o di vita a un altro, da una condizione o situazione a una nuova e diversa”. Ma anche il “periodo che segna il passaggio da una civiltà a un’altra, durante il quale si maturano nuove forme sociali e di costume, nuove concezioni e produzioni culturali, letterarie e artistiche”.

Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Come viviamo, percepiamo e, nel caso degli artisti, come viene rappresentato questo periodo storico in cui è evidente un cambio profondo, e per certi aspetti repentino, a livello sociale, di costume e, quindi, di stili di vita e consuetudini un tempo radicati e oggi completamente sovvertiti? Non è certo la prima volta che ciò accade, ma è come se stavolta fosse tutto amplificato da una serie di “rivoluzioni”, in diversi ambiti e sempre in divenire. Inoltre, se per transizione si intende un passaggio da una condizione a un’altra, essa pertanto presuppone il mutamento di una condizione preesistente.

Il De Mauro definisce il mutamento come “cambiamento, modificazione o variazione, specialmente di un equilibrio precedentemente costituito” nonché “cambiamento di atteggiamento, di carattere”. Sempre attraverso una breve ricerca, la parola che troviamo più spesso associata a mutamento è sociale. Il Treccani definisce il mutamento sociale (o socioculturale), come “il complesso delle variazioni e alterazioni, non temporanee, che avvengono nelle componenti strutturali, o nei maggiori sistemi sociali, di una determinata società, o nell’intera società umana; in senso stretto, ogni singola trasformazione significativa che si produce, in un determinato periodo, nella struttura della società”.

Tuttavia, nel linguaggio comune, spesso si parla di transizione come di una situazione incerta, di attesa, quindi anche temporanea e spesso tutt’altro che semplice. Un mondo in cui le trasformazioni sono così complesse, incessanti e incomplete da lasciarci persino smarriti.

Gli artisti, si sa, sono spesso anticipatori dei cambiamenti e con il loro sguardo sensibile ci offrono delle visioni in grado di farci riflettere sui più disparati aspetti del nostro vivere. Attraverso le opere dei 13 artisti coinvolti cercheremo di fornire uno spaccato del nostro tempo suggerendo delle riflessioni sull’attuale condizione di mutamento e transizione in atto.

Appuntamento quindi fissato per venerdì 7 luglio alle ore 19.30 nella sede di Modica (via Sacro Cuore, 169/A) con la prima fase dell’inaugurazione. Il giorno seguente, alla stessa ora, avverrà l’altro opening nello spazio di Pozzallo (via Mazzini, 56) grazie al sodalizio stretto con Funduq per la stagione estiva.

La mostra, con ingresso gratuito, potrà essere visitata fino al 2 settembre. A Modica, i pomeriggi dal martedì al sabato dalle ore 16.30 alle 20.00 e le mattine di martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10.30 alle 12.30. A Pozzallo, il lunedì pomeriggio dalle 17.30 alle 20.30, il giovedì mattina dalle 10.30 alle 12.30. In entrambi i casi, al di fuori degli orari prestabiliti, è possibile fissare anche un appuntamento per consulenze sugli acquisti, visite guidate, di gruppo e per esigenze varie.

Nel corso della stagione estiva gli orari e i giorni di apertura potrebbero subire variazioni. Si consiglia di consultare il sito web o le pagine social della galleria per rimanere aggiornati.

 

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