Taormina (Me): museo e area archeologica verso la rimozione delle barriere architettoniche

Presto il parco archeologico Naxos-Taormina, museo e area archeologica, saranno a misura di disabili. Il parco è infatti soggetto attuatore del progetto di rimozione delle barriere architettoniche, fisiche, cognitive e culturali di uno dei siti archeologici più noti e visitati in Sicilia.

Il progetto, finanziato dal bando PNRR M1C3-3, per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei e luoghi non appartenenti al ministero della cultura, sarà presentato il 30 giugno al museo archeologico di Naxos insieme alla fondazione politecnico di Milano, partner di progetto. L’obiettivo è quello di ridare nuova vita all’area archeologica di Naxos e al suo museo con la rimozione delle barriere architettoniche, fisiche, cognitive e culturali e rendere accessibile il sito anche ai visitatori disabili, che ad oggi non possono usufruire di ingressi, percorsi e didattica su misura.

Il progetto sarà presentato venerdì 30 giugno al museo di Naxos alle 11.30 nel corso di un incontro pubblico, condiviso e partecipato con le associazioni territoriali di non vedenti e audiolesi delle province di Messina e Catania per raccogliere spunti di riflessione e osservazioni che possano aiutare a perfezionare il progetto e il suo master plan.

Introdotti dalla direttrice del parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano e dal sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, interverranno docenti e ricercatori del politecnico di Milano e dell’omonima fondazione. Fra questi Stefano Capolongo, direttore del dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito; Davide Del Curto, professore in conservazione e restauro dell’architettura; Cristiana Achille, professoressa di topografia e cartografia; i ricercatori Erica Isa Mosca, laboratorio analisi e diagnostica del costruito e Andrea Garzulino, restauro; per la fondazione politecnico di Milano interverranno: Daniele Fabrizio Bignami, responsabile delle iniziative multilaterali e territoriali e la senior project manager Daniela Monaco.

Il progetto, finanziato per quasi mezzo milione di euro, si svolgerà nell’arco di 3 anni e si concluderà nel 2026. Vedrà la collaborazione di gruppi di ricerca specializzati del politecnico di Milano, coordinati dalla fondazione Polimi con la collaborazione dei dirigenti e dei funzionari del parco per gli aspetti scientifici e archeologici. L’approccio dell’intervento sarà incentrato sull’applicazione dei concetti dell’universal design, progettazione di prodotti, ambienti e servizi utilizzabili in modo autonomo, sicuro ed equo da tutte le persone, a prescindere da età, genere, cultura, disabilità o abilità, che incontra e supporta varie modalità di apprendimento, impostato su un master plan strategico e su un programma di predisposizione alla digitalizzazione, con l’obiettivo di accogliere una vasta gamma di utenti nella fruizione del sito.

Gli interventi prevedono: accessibilità dall’esterno, accesso ai percorsi e ai diversi servizi, accesso ai percosi esterni e interni al museo (con l’adeguamento dell’ascensore e delle rampe), formazione del personale, adeguamento del piano di sicurezza ed emergenza e valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico. In programma la redazione del PEBA, piano per l’eliminazione delle barriere archiettoniche, con applicazione dello strumento di valutazione prestazionale della qualità del progetto denominato “Includ” (inclusive & universal design), sviluppato dal dipartimento ABC del politecnico di Milano.

Per gli utenti più fragili è  prevista la realizzazione di un percorso tattilo plantare che dall’ingresso al museo e al parco prmetta di raggiungere la biglietteria; una mappa visiva tattile con QR code dotati di audio, segnaletica visiva e plantare in prossimità delle opere con contenuti di approfondimento, pannelli multisensoriali multilingua, video LIS7IS con sottotitoli attivabili tramite QR e nuove didascalie delle collezioni con alta leggibilità e contrasto visivo/cromatico.

L’accessibilità dall’esterno sarà anche incrementata attraverso il potenziamento del sito web del parco, raggiungibile da tutti con strumenti dedicati agli utenti con ridotte capacità sensoriali. Spazio anche all’apprendimento con la scuola estiva, strumenti di insegnamento digitale e promozione delle materie STEAM (science, technology, engineering, arts and mathematics) applicate ai beni culturali in accordo con scuole, università e partner locali.

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