Tortorici (Me): nuove assunzioni, è polemica

Un’amministrazione con più di 100 dipendenti che non percepiscono lo stipendio dal mese di settembre e che ha avviato le procedure di predisse sto già dal 30 ottobre scorso. La situazione finanziaria del Comune di Tortorici, centro in provincia di Messina, non è delle più rosee e, mentre continua il muro contro muro con le organizzazioni sindacali, la giunta Rizzo Nervo ha deliberato 20 nuove assunzioni con contratto quinquennale per lavoratori in attività socialmente utili, fino ad oggi in convenzione d’utilizzo con alcune cooperative private.

Per stabilizzare questi lavoratori Asu il Comune nebroideo dovrà pagare il 60% della spesa necessaria, più di un milione di euro in cinque anni. La restante parte, il 40%, sarà a carico dell’assessorato regionale al Lavoro. Una delibera, questa adottata dall’amministrazione di Tortorici che ha lasciato attoniti Cgil, Cisl e Uil che chiedono la revoca in autotutela della delibera, in un documento congiunto inviato al sindaco, al prefetto, al dipartimento della funzione pubblica ufficio ispettivo di Roma, alla Regione siciliana e alla procura regionale della Corte dei conti.

Secondo i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Clara Crocè, Calogero Emanuele e Giuseppe Calapai, “la previsione delle nuove assunzioni a tempo determinato è solo l’ennesimo atto amministrativo, correlato dalla dubbia regolarità contabile e finanziaria”. La delibera di Giunta, infatti, ha ricevuto il parere contrario del responsabile di ragioneria che sottolinea come “sulla base dei dati a consuntivo e del rapporto tra spese di personale e spese correnti in termini percentuali, le assunzioni determinerebbero uno scostamento della percentuale in misura superiore al 50%”.

I sindacati, inoltre, ricordano che il Comune di Tortorici non ha pagato il salario accessorio ai suoi dipendenti dal 2008 per un importo di oltre 500 mila euro. A queste somme si devono aggiungere gli stipendi maturati dal mese di settembre. Una situazione difficile. Intanto domani i dipendenti incroceranno le braccia in occasione dello sciopero generale proclamato dai sindacati. La partita non è ancora finita.

Maria Chiara Ferraù

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