Sicilia: al teatro la criminologa Roberta Bruzzone con “Favole da incubo”

Si chiama “Favole da incubo” lo spettacolo teatrale che la psicologa forense e criminologa investigativa Roberta Bruzzone sta portando in giro per l’Italia con l’intento di aiutarci a prendere coscienza di quelle voci che parlano dentro di noi, che ci spingono ancora, nostro malgrado, a fare distinzioni di genere nella vita di ogni giorno. Prodotto e organizzato da Artespettacolo srl, lo show che si presenta come un viaggio nella manipolazione affettiva mortale arriva in Sicilia grazie alla Agave Spettacoli di Andrea Randazzo.

Le date siciliane sono martedì 16 aprile a Catania al Teatro ABC e mercoledì 17 aprile al Teatro Golden di Palermo. Entrambi gli eventi inizieranno alle ore 21:00. La Bruzzone decide di portare questo suo colloquio con il pubblico in giro per l’Italia perché la presa di coscienza è il primo, necessario passo per cominciare a scardinare i tanti e alle volte troppi schemi mentali e fare in modo che crimini tanto orribili non trovino più un terreno in cui mettere radici, crescere e riprodursi. Intervenire in tempo per fermare l’escalation è possibile, e soprattutto è possibile innescare quel profondo cambiamento culturale che può mettere fine una volta per tutte alla violenza sulle donne.

Roberta Bruzzone è laureata in psicologia clinica, é psicologa forense e criminologa, ma anche un’esperta nelle tecniche di analisi, valutazione e diagnosi di abuso nei confronti di minori e nell’ambito della violenza sulle donne. È stata nominata ambasciatrice del Telefono Rosa Onlus nel mondo nel 2012. E’ autrice di numerosi libri in materia di psicologia e criminologia investigativa, criminal profiling, forme criminali emergenti, casi di omicidio e ha all’attivo innumerevoli pubblicazioni, sia scientifiche che divulgative. La criminologa da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne racconterà i casi di cronaca nera tra i più sconvolgenti degli ultimi anni.

Un’analisi lucida e necessaria degli stereotipi di genere che hanno provocato queste tragedie annunciate, per sconfiggerli una volta per tutte. I maschi sono intelligenti, le femmine sono utili. I maschi sono “progettati” per comandare, le femmine per accudire. Gli uomini devono provvedere economicamente alla famiglia e realizzarsi nel lavoro, le donne devono stare a casa. Questi sono solo alcuni degli stereotipi di genere più comuni che ancora permeano la nostra cultura. Gli stereotipi di genere sono tra noi, ogni giorno e non sono affatto “innocui”, come molti sembrano considerarli.

Attraverso la ricostruzione di alcuni casi di femminicidio tra i più sconvolgenti degli ultimi anni, Roberta Bruzzone, la cui narrazione è accompagnata da musica dal vivo, analizza i principali preconcetti culturali e sociali che hanno operato in queste vicende inconcepibili, eppure reali. Stereotipi, pregiudizi e tabù a cui hanno obbedito un po’ tutti: le vittime, gli assassini, l’opinione pubblica e perfino i media che ne hanno parlato.

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