Messina: si presenterà il libro sul professor Pascoli

Il professor Pascoli a Messina, l’iter Siculum e l’alunno sacerdote”, libro scritto a sei mani da Sergio di Giacomo, Giuseppe Salvatore Minutoli e Giuseppe Ramires sarà presentato alla biblioteca universitaria Longo di Messina.

Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali da parte della direttrice, Tommasa Siragusa. Seguiranno i contributi di Paola Radici Colace, già ordinaria di filologia classica all’università di Messina e di Fabio Stok, già ordinario di letteratura latina all’università di Roma Tor Vergata. Coordinerà l’evento Nuccio Anselmo, vice capocronista della Gazzetta del Sud, alla presenza degli autori. Al termine sarà lasciato ampio spazio ad un dibattito.

Sulla scorta di una precedente pubblicazione, impreziosita da un manoscritto inedito del poeta, il testo, suddiviso in quattro parti, sarà di valido aiuto per conoscere e/o approfondire gli anni messinesi dell’insigne esponente del decadentismo italiano, Giovnani Pascoli, sempre comunque in costante tensione fra la tradizione classicista carducciana e le nuove tematiche. Prosatore e fervido critico letterario, in uno all’indagine sulla sua spiritualità.

Il volume si presenta con una nota alla seconda edizione curata dal co-autore, il magistrato Minutoli, dalla quale si evincono le premesse che hanno dato origine nel 2012 alla prima edizione titolata “Il professor Pascoli a Messina e l’alunno sacerdote”, proprio in occasione del centenario della morte di Pascoli. Sono motivazioni prettamente personali ispirate “da un vecchio e sgualcito libro, gelosamente custodito nella biblioteca di famiglia e che era tenuto in grande considerazione: si trattava della tesi di laurea dello zio canonico, don Salvatore De Lorenzo, lodata dal suo relatore, il professore Giovanni Pascoli, che aveva insegnato a Messina in anni lontani ed era stato docente universitario dello zio”.

La prefazione all’edizione è curata dal pregiato latinista Fabio Stok che si sofferma sulle connessioni cristiane della quarta egloga di Virgilio, la più breve delle bucoliche scritte dal poeta latino, considerato anticipatore del Cristianesimo. Esamina, al contempo il percorso della tesi di laurea del canonico Salvatore De Lorenzo che nel suo abstract svolge i punti salienti dell’interpretazione allegorica dell’opera virigiliana con la figura del puer dominatore del mondo pacificato, affermatasi in età medievale e proseguita in epoche successive all’Umanesimo, alla ricerca di sempre maggiori rimandi alla dottrina cristiana.

Il rapporto fra Salvatore De Lorenzo e Giovanni Pascoli è ben sviscerato nella parte prima da Minutoli. La tesi” L’ipotesi messianica nella quarta egloga di Virgilio” che costituisce specifico oggetto della parte seconda, venne discussa nel 1901 presso la regia università. Don Salvatore De Lorenzo fu parroco della chiesa della Candelora in Reggio Calabria e protagonista dell’impegno dei cattolici in politica, con lo sguardo rivolto alle giovani vite. Auspicando di realizzare un progetto di accoglienza per i ragazzi poveri e abbandonati, ne incominciò l’opera che venne a definirsi nella sua completezza, dopo la sua morte prematura, da San Luigi Orione, al quale, nel 1918, il De Lorenzo aveva lasciato in eredità la “Collina degli angeli”, un terreno panoramico ove poi è sorto il grande santuario di Sant’Antonio al cui interno riposano dal 1952 le sue spoglie mortali. L’accostarsi dell’antenato alla figura dell’illustre poeta apre quella frangia biografica squisitamente intima alla curiosità storico-letteraria e, quindi, alla divulgazione per scoprire aspetti della fase messinese 1898-1902 che vide il Pascoli, docente di letteratura latina all’università peloritana, nominato professore ordinario “senza concorso” e per meriti straordinari, su decreto del ministero della pubblica istruzione Giovanni Codronchi Angeli, sulla scorta dell’articolo 69 della legge Casati.

A distanza di tempo – undici anni – viene dunque alla luce la seconda edizione del testo – nella quale sono stati apportati brevi ritocchi rispetto alla prima – arricchita altresì dalla pubblicazione integrale ed inedita dell’ “Iter Siculum”(che occupa la Terza Parte del volume), la prolusione pronunciata il 24 gennaio 1898 dal Pascoli per l’inaugurazione della sua docenza messinese. Giuseppe Ramires infatti ha attinto dall’archivio della fondazione Giovanni Pascoli di Castelvecchio Pascoli (Lucca) e attraverso un lavoro di ricerca tra i manoscritti ha rinvenuto l’inedito e prezioso documento, con trattazione nella parte prima. Per il vero, il discorso si presentava frammentario e si risolveva in una raccolta di appunti messi insieme e numerati da Mariù, sorella del poeta, sotto il titolo di “Bozzaccie dell’Iter Siculum”. Un resoconto dell’eloquio venne riportato sulla Gazzetta del Sud del 25-26 gennaio 1898, non integrale, privato specialmente delle parti filologiche. Il co-autore dà in stampa adesso una versione più ampia, integrando gli aspetti mancanti, pur se si dà conto nel commento al manoscritto che alcune sezioni, invece nello stesso carenti, potrebbero essere passaggi inseriti dal cronista del periodico per fluidità del racconto. Il professor Ramires, sempre nella parte prima, esprime anche apprezzamento per le modalità attraverso le quali nella tesi di laurea di Salvatore De Lorenzo si sostengono e motivano le argomentazioni, pur se eccepisce si giunga ad esse a mezzo conclusioni un pochino rapide, verosimilmente poiché talora intrise di suggestioni.

Altresì l’ultimo contributo della parte prima è dato dall’articolata esposizione della permanenza del poeta in città, pagine di cronaca affidate al giornalista Sergio Di Giacomo che accenna anche a quanto Messina sia legata alla figura dello scrittore, avendolo a più riprese celebrato con convegni, esposizioni e pubblicazioni, per tenere alta l’asticella del profondo sentimento che Pascoli ebbe per la nostra ossuta e triangolare isola (e Messina in particolare), come traspare nella lirica ‘L’isola dei poeti ‘:”Salve, o Sicilia! Ogni aura che qui muove,/pulsa una cetra od empie una zampogna,/e canta e passa… Io ero giunto dove/giunge chi sogna;/chi sogna, ed apre bianche vele ai venti/nel tempo oscuro, in dubbio se all’aurora/l’ospite lui ravvisi, dopo venti /secoli, ancora.” E dall’asserire: “Io a Messina ci ho passato i cinque anni migliori, più operosi, più lieti, più raccolti, più raggianti di visioni, più sonanti d’armonie della mia vita”. Il volume “de quo” è ricco di di documenti (recensioni, lettere, benedizioni –quella di S.S. Pio X- e fotografie, alcune raffiguranti il Canonico Salvatore De Lorenzo e altre il Prof. Giovanni Pascoli anche in compagnia di familiari e amici e l’immancabile cagnolino Gulì), che costituiscono oggetto della parte quarta.

Molteplici e avvincenti saranno, quindi, gli spunti di riflessione offerti agli astanti per brevi interventi anche sotto forma di dialogo con gli autori e i relatori. A corredo della presentazione dell’interessante testo, frutto della collaborazione fra i co-autori Sergio Di Giacomo, Giuseppe S. Minutoli e Giuseppe Ramires, sarà approntata una pregiata esposizione dei volumi (monografie e miscellanee) e dei periodici d’istituto più significanti, mettendo in luce oltrechè il posseduto sul poeta, i momenti della sua presenza a Messina e la feconda interazione con l’alunno sacerdote, l’unico al quale il celeberrimo accademico sembrerebbe aver affidato una tesi di laurea, pur se non si sono rintracciate testimonianze sul suo riscontro. Continua ad aleggiare, in trasparenza, il sogno mirabile di dare vita alla casa museo c/o palazzo Sturiale in largo Risorgimento quale determinante itinerario delle esperienze messinesi, in ideale unione di una rete di case-museo sui personaggi legati alla terra di Sicilia.

Al secondo piano dello stabile, infatti, trovò alloggio il Pascoli, che lo descrisse “moderno” e preconizzò essere “soprattutto sicuro contro il terremoto” e, ancora, nel raccontare della dimora alla amata sorella, scrisse “è pulitissima….bella vista….dalla cucina si vede il forte Gonzaga sui monti…dall’altra finestra il mare,su l’Aspromonte”. (a cura di Maria Rita Morgana)

Giuseppe Salvatore Minutoli, magistrato in Reggio Calabria, è autore di studi giuridici, soprattutto di diritto fallimentare. In qualità di pronipote del canonico Salvatore De Lorenzo, da anni è impegnato nella diffusione della memoria dello stesso, anche attraverso una biografia (Angeli sulla Collina, 2008) e la riedizione dei suoi scritti spirituali e culturali.

Sergio Di Giacomo, dottore di ricerca in storia contemporanea e del Mediterraneo e giornalista culturale, ha scritto saggi e monografie sulla storia di Messina tra Otto e Novecento, con particolare attenzione al rapporto con il mondo angloamericano, al ruolo delle comunità straniere in città, agli aiuti nazionali e internazionali per il terremoto del 1908 ed ai legami della città dello Stretto e dell’Isola con personalità della cultura, del mondo letterario e dello spettacolo.

Giuseppe Ramires, filologo classico di fama internazionale, ha pubblicato studi sulla poesia e sulla tradizione manoscritta di Catullo, Lucrezio, Virgilio, Tibullo, Petronio, Valerio Flacco, ma anche sulla fortuna dei classici presso Dante, Petrarca, l’età umanistica e Foscolo. Si è occupato dell’esegesi virgiliana antica e in particolare del grande Commento di Servio, di cui sta curando una nuova edizione critica.

 

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