Catania: al via il corso per assaggiatori di olio

Partirà a breve a Catania il corso per assaggiatori di olio organizzato anche quest’anno dalla società cooperativa APO. Da più di trent’anni la società, operante nel territorio della Sicilia orientale, ha organizzato il corso presso l’ex facoltà di agraria di Catania. L’obiettivo è quello di formare nuovi assaggiatori che diventeranno ambasciatori di qualità degli oli d’oliva.

Il corso di assaggiatore di olio, organizzato dalla soc. coop APO e dalla cooperativa OTS “Le olive da tavola di Sicilia”, diretto dal capo panel, Giuseppe Cicero e patrocinato dall’ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Catania; dal CSEI; dal consorzio di tutela dell’olio dop Monte Etna e dalla rete nazionale delle città dell’olio, dopo l’ultima edizione, svoltasi presso la camera di commercio del Sud Est Sicilia, quest’anno ritorna al Di3A. Il lavoro dell’APO in questi anni è cresciuto tantissimo anche nel mondo della formazione, organizzando numerosi corsi di potatura dell’olivo e tecniche di innesti, intensificando la presenza anche nei territori dell’ennese e del messinese, facendo tantissima attività divulgativo-formativa con le degustazioni guidate degli oli in giro per i comuni, ma soprattutto collaborando con gli istituti tecnici agrari e alberghieri.

Tra le tante attività previste, anche due corsi di potatura a vaso policonico nel periodo di dicembre 2023 con Giorgio Panelli, fondatore della scuola nazionale di potatura olivo, tanti altri sono ancora in programma fino al mese di marzo.

Grande soddisfazione per il corso è stata espressa da Giosuè Catania, presidente APO che dichiara: “ancora una volta siamo protagonisti. Il nostro compito viene svolto nel migliore dei modi a sostegno di un comparto che, oltre ad evidenti criticità, mostra un interessante potenziale di crescita sui mercati. La qualità dei nostri prodotti, il patrimonio di biodiversità e l’educazione consapevole al consumo dei cibi sono i capisaldi di un’azione che mira a dare valore alle comunità, al lavoro degli agricoltori e alla sostenibilità nei territori. La sinergia con l’università, le istituzioni e gli altri enti di ricerca saranno le basi per costruire la strategia olivicola regionale del futuro”.

“Il nostro impegno – dichiara Riccardo Randello, agronomoe coordinatore tecnico Apo – negli anni è cresciuto sempre di più. Attraverso i piani di miglioramento olivicolo abbiamo fatto tantissime operazioni di potatura ordinaria e straordinaria, recuperando oliveti in aree difficili da coltivare, molti oliveti terrazzati dell’Etna, olivi secolari dell’area montarna interna iblea, gestiti da tanti olivicoltori che definiamo eroici. Sono questi gli interventi da potenziare, bisogna alzare il livello della conoscenza e l’asticella della qualità dei nostri oli. Oltre il grande lavoro di formazione, la filiera ha bisogno di innovazione e soprattutto di una strategia finalizzata a definire un piano di interventi per il potenziamento e la ripresa della nostra olivicoltura sul piano della quantità, della promozione e dei mercati”.

 

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