Catania: Catalano confermato segretario della Ugl

Carmelo Catalano è stato confermato segretario della Ugl terziario alla presenza del vice segretario generale Ugl Luca malcotti. Ieri a Catania si è svolto il congresso della federazione Ugl terziario provinciale, nella sala conferenze de “Le palme beach club” di Catania con la partecipazione del segretario nazionale di categoria e vice segretario generale confederale Luca Malcotti.

Davanti ad una qualificata platea di dirigenti sindacali e di ospiti, i delegati della Ugl terziario presenti, hanno voluto fortemente confermare alla guida della federazione il segretario Carmelo Catalano, insieme al suo vice Vito Tringale, eleggendo nel contempo per acclamazione anche il nuovo consiglio direttivo formato da Giovanni Zappalà, Alfina Cosentino, Francesco Borzì, Francesca Azzolina e Pamela Giuseppina Fioriglio.

Nel corso dell’assemblea hanno preso la parola gran parte dei segretari provinciali delle federazioni di categoria della Ugl di Catania e alcuni ospiti in rappresentanza delle istituzioni e del settore imprenditoriale. Tra questi, sul podio, si sono alternati: Carmelo Urzì (Ugl salute), Antonino Neri (Ugl agroalimentare), Orazio La Pinta (Ugl viabilità e logistica), Giuseppe D’Amico (Ugl igiene ambientale), Uccio Lauricella (Ugl trasporto aereo), Angelo Mazzeo (Ugl metalmeccanici), Carmelo Giuffrida (Ugl chimici) e Maurizio Maccarrone (Ugl autonomie locali), Giuseppe CAstiglione (capogruppo del gruppo parlamentare Popolari e autonomisti” in assemblea regionale siciliana), Matteo Marchese, consigliere del comune di Misterbianco; Salvo Politino, presidente di Assoesercenti Catania; Giuseppe Cottone, segretario nazionale organizzativo con delega al trasporto pubblico locale di Fast Confsal; Paolo Magrì, segretario provinciale di Cisal terziario.

Il segretario territoriale Musumeci, presidente del congresso, nel suo intervento si è soffermato sul ruolo che riveste il comparto del terziario a Catania, la seconda industria dopo la sanità, considerato che la città è imperniata su numerose attività soprattutto attinenti al commercio e al turismo, che hanno sofferto particolarmente gli anni della pandemia Covid-19, ma anche le conseguenze del dissesto economico dell’ente comunale di Catania.

In questo contesto, ha ricordato Musumeci, la “Ugl terziario ha offerto ascolto e tutela a centinaia di lavoratori per l’accesso agli ammortizzatori sociali ed oggi, insieme a loro stessi, punta a lavorare per la crescita dell’occupazione del territorio e alla formazione professionale costante di chi lavora. I dati 2022 sull’occupazione nell’ambito del terziario su scala nazionale, regionale e locale, sono stati poi snocciolati dal segretario Carmelo Catalano nella sua relazione di fine mandato, con riferimento specifico a quella che è la percentuale di nuovi contratti attivati, sicuramente in netto rialzo rispetto alla media negativa registrata negli anni precedenti, se però non si conta che le assunzioni sono la maggior parte su una base di part-time”. Su questo punto di vista, Catalano ha sottolineato che “proprio il part time oggi si può definire lavoro involontario, dato che nel 90% dei casi non è il lavoratore a scegliere essendo quasi obbligato ad accettare pur di lavorare”.

La dirigente sindacale Francesca Azzolina, invece, ha focalizzato l’attenzione sul ruolo della donna nel terziario, rammentando che troppo spesso vi è una disparità di genere che penalizza le donne in particolare on paghe basse e tutele quasi inesistenti. Il vice segretario della Ugl terziario Vito Tringale, dal canto suo, è intervenuto sulla crisi della grande distribuzione che negli ultimi anni ha provocato a Catania una serie di vertenze con perdita di posti di lavoro o diritti per i lavoratori che sono transitati da un’azienda all’altra. Infine, la riflessione conclusiva è stata dettata dal segretario Malcotti che, nel rivolgere un ringraziamento a Catalano e Tringale per il lavoro svolto, si è intrattenuto principalmente a parlare sulla proposta di introduzione del salario minimo che, ad avviso della Ugl, sarebbe pericoloso perché potrebbe porre le aziende al di fuori della contrattazione collettiva che oggi tutela i lavoratori, rendendo carta straccia i diritti sino ad ora acquisiti e rivendicati dalle organizzazioni sindacali, come la Ugl.

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