Ragusa: contrabbando di carburante,10 denunciati

Dieci persone sono state denunciate per contrabbando di carburante. Nel corso dell’operazione condotta dagli agenti della guardia di finanza hanno sequestrato circa 40 mila litri di gasolio.

Nel corso delle indagini sono stati notificati 10 avvisi di conclusione di indagini. L’indagine ha permesso di accertare una frode all’Iva e alle accise per circa 91 mila euro. Una indagine nata dagli esiti dell’attività di controllo sulle movimentazioni di merci e per il contrasto dei traffici illeciti, svolta sul territorio dai militari della compagnia di Vittoria.

I finanzieri, a dicembre del 2015 e a febbraio del 2016, avevano individuato e sequestrato tre autobotti intestate alla stessa società, mentre trasportavano rilevanti quantità di carburante non scortato da idonea documentazione.

Gli elementi raccolti hanno permesso ai finanzieri di avviare un’articolata indagine, coordinata dalla procura di Ragusa, che ha portato alla luce la sussistenza di un vero e proprio sistema di contrabbando di carburante, facente capo agli indagati e schermata grazie all’utilizzo di due diverse società, una deputata alla commercializzazione del prodotto petrolifero e l’altra interessata da tutte le operazioni di trasporto della merce.

Il sodalizio criminale, come è emerso dalle indagini, riusciva ad acquistare ingenti quantitativi di gasolio agricolo per poi cederlo a soggetti non legittimati a riceverlo (25 imprese in totale) sfruttando documentazione falsa predisposta all’occasione.

Il modus operandi individuato prevedeva il coinvolgimento di soggetti giuridici effettivamente titolati alla ricezione di combustibile agevolato. Questi ultimi acconsentivano a cedere la gran parte dei carburante ai membri del sodalizio indagato. In pratica ottenevano la piena disponibilità del libretto UMA dei soggetti legittimati all’acquisto, anche perché questi ultimi avevano un corrispondente interesse a far figurare sula carta un alto consumo di carburante, in modo da conservare nel tempo il diritto all’acquisto agevolato, magari aumentando i quantitativi in futuro o arrivando a chiedere assegnazioni supplementari. Il gasolio, nella realtà, veniva gestito dai dieci indagati che falsificavano i documenti di accompagnamento e non compilavano i previsti registri di carico e scarico¸rivendendo il carburante al mercato nero.

Il meccanismo ha consentito l’immissione fraudolenta in consumo di quasi 200 mila litri di carburante il cui prezzo di vendita oscillava tra 0,70-0,72 euro al litro a fronte degli 0,52-0,55 euro al litro previsti per i soggetti legittimati a ricevere gasolio agricolo, garantendo ai clienti un notevole risparmio rispetto ai prezzi del carburante acquistato nel circuito legale.

Al termine delle indagini, lo scorso settembre, è stato notificato l’avviso di concluseione di indagini per i 10 soggetti. Cinque di loro dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi.

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