Santo Stefano Di Camastra (Me): medaglia d’oro al vice questore Manganaro

Un attestato di civica benemerenza e la medaglia d’oro sono state consegnate al vice questore aggiunto Daniele Manganaro, ex dirigente del commissariato di Sant’Agata di Militello, nel messinese.

A tributargli l’importante riconoscimento sono stati 16 consigli comunali, quasi 200 consiglieri, presidenti del consiglio e circa 35 sindaci con fascia tricolore convocati congiuntamente in seduta straordinaria a Santo Stefano di Camastra.

Presenti anche il prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi; il questore Mario Finocchiaro; il procuratore della repubblica di Patti, Angelo Cavallo; i senatori Mario Giarrusso e Giuseppe Lumia, componenti della scorsa commissione antimafia; l’assessore regionale Bernadette Grasso; il commissario della provincia di Messina, Filippo Ribaudo; il segretario nazionale dei funzionari di polizia, Enzo Letizia; Giuseppe Antoci, responsabile nazionale legalità del Pd e già presidente del Parco dei Nebrodi.

Madrina della Cerimonia Tina Montinari moglie del Capo Scorta di Giovanni Falcone ucciso con il magistrato nella strage di Capaci. Daniele Manganaro lascia i Nebrodi per raggiungere una sede prestigiose della Polizia di Stato del centro Italia.

Anni di duro lavoro contraddistinti da risultati operativi importantissimi che hanno permesso di sgominare una serie di reati ambientali e associativi sui Nebrodi. Manganaro e la sua squadra, battezzata “la squadra dei Vegetariani”, sono riusciti ad infliggere durissimi colpi al crimine ambientale costituendo un Know how unico in Italia per competenza ed esperienza.

“Il Poliziotto Eroe”, così hanno titolato il 18 maggio 2016 tutte le testate nazionali ed internazionali, quando raccontavano che proprio grazie a Manganaro e agli uomini della scorta veniva salvato da un gravissimo agguato mafioso l’allora Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.

Ed è proprio nella recente ricostruzione dell’attentato a Giuseppe Antoci che viene messo in chiara evidenza che se quella sera non fosse arrivato in soccorso il vice questore Manganaro, il presidente del Parco dei Nebrodi e i due uomini della sua scorta sarebbero stati barbaramente uccisi per mano mafiosa. Un’altra strage di mafia, un’altra pagina buia per la Sicilia e per il Paese. Ma lui arriva e apre il fuoco rischiando la sua vita e quella dei suoi uomini fra cui Tiziano Granata recentemente scomparso a 40 anni.

Che dire ad un uomo che è stato sempre al tuo fianco come la tua ombra – afferma Giuseppe Antoci ex presidente del Parco dei Nebrodi e responsabile nazionale legalità del Partito Democratico – ad un uomo che ti ha permesso, con i suoi consigli, di far nascere una norma di legge che sta mettendo in ginocchio intere famiglie mafiose, ad un uomo che ti ha salvato la vita riportandoti a casa dai tuoi familiari. Beh… Dire grazie mi provoca forte imbarazzo… Mi sembra troppo poco… non possono esserci parole per salutare un grande servitore dello Stato come il vice questore Manganaro”.

“Da anni – continua Antoci – tutti i capi mafia siciliani e non solo, incassavano milioni di euro di Fondi Europei per l’agricoltura intimidendo agricoltori onesti e laboriosi affinché non partecipassero ai bandi pubblici per l’affitto dei terreni aggiudicandosi tutte le gare e i relativi fondi milionari. E’ proprio Manganaro che scopre tutto prima a Troina e poi su tutti i Nebrodi e grazie al nostro lavoro congiunto oggi è stato posto fine ad una delle maggiori fonti di sostentamento delle mafie nel Paese. Se il Protocollo ha avuto vita è grazie ai consigli di Manganaro e oggi tutto questo è legge dello Stato e per le mafie del Paese un vero disastro patrimoniale.

Ma come non pensare, in questo momento, – aggiunge Antoci – a Tiziano Granata e Rino Todaro che oggi non sono più tra noi e che di Manganaro erano braccio destro e sinistro. Oggi salutando il loro Commissario gli avrebbero certamente detto la solita frase: “ Siamo pronti Capo”…. E allora avanti vice questore Manganaro – continua Antoci – avanti come sempre senza sosta e senza guardare in faccia nessuno. Avanti sulla strada della rettitudine e della verità, della giustizia e del coraggio. A me rimane solo l’imbarazzo di non trovare le parole giuste per esprimere la mia profonda gratitudine per avere avuto l’onore di incontrare nella mia strada un grande servitore dello Stato, un uomo giusto che i Nebrodi e la Sicilia non dimenticheranno più e che, sono certo, tornerà presto, con ruoli più importanti, a presidiare il nostro territorio a difenderlo e ad amarlo. Grazie per aver reso questo Paese migliore e Buona fortuna – conclude Antoci”.

 

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