Catania: sequestrati beni a Ferrera

Beni per un valore di circa 800 mila euro sono stati sequestrati a Natale Ferrera a Viagrande, nel catanese. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania hanno sequestrato un complesso immobiliare in via Penninazzo nel comune di Viagrande. Un  complesso acquistato il 3 luglio del 2003 ed intestato al figlio Ferrera Natale.

Il complesso è composto da un magazzino di 11 mq, un appezzamento di terreno con piccolo deposito di oltre 1.000 metri quadrati, un’abitazione di 7,5 vani, negozio e botteghe di circa 90 mq, un terreno agricolo di 1.097 mq e un fabbricato rurale di circa 25 metri quadrati.

Il provvedimento di confisca scaturisce dalla sussistenza del presupposto della pericolosità sociale di Ferrera derivata dal suo coinvolgimento in numerose vicende giudiziarie.

Momento significativo della storia criminale di Francesco Ferrera è la prima condanna definitiva irrogata nei suoi confronti dalla corte d’appello di Catania nel 1994 per associazione di tipo mafioso e per il reato di sequestro di persone. Nel 1990 era già divenuta definitiva una precedente condanna per più violazioni delle disposizioni sul controllo delle armi e il 28 marzo del 1995 diviene definitivo il decreto applicativo nei suoi confronti della sorveglianza speciale di polizia con obbligo di soggiorno della durata di 3 anni.

La carriera criminale di Ferrera prosegue con una recente condanna che testimonia l’incessante appartenenza mafiosa del proposto e il 20 gennaio del 2017 è stato condannato in primo grado dal tribunale di Catania per associazione di tipo mafioso, a 4 anni di pena, essendo stato riconosciuto il vincolo della continuazione con la precedente condanna del 13 maggio 1994.

Si tratta di una condanna pronunciata all’esito delle indagini esperite da questa procura nell’ambito del procedimento che aveva portato all’emissione l’8 aprile 2013 nei confronti dell’odierno proposto di un’ordinanza del gip presso il tribunale di Catania con cui veniva applicata a Ferrera la misura della custodia cautelare in carcere, avendo accertato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, per aver fatto parte della famiglia catanese di Cosa Nostra, promossa e diretta al vertice da Benedetto Santapaola, Aldo Ercolano e Vincenzo Santapaola.

In particolare, le concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia lo indicavano come appartenente all’associazione mafiosa “Santapaola-Ercolano” alla quale era transitato dall’orinaria famiglia Ferrera Cavadduzzu dove già ricopriva un ruolo di spicco. Nell’ambito della nuova associazione Ferrera progettava traffici di stupefacenti e partecipava a riunioni associative con altri clan per risolvere questioni collegate ad estorsioni in danno di imprenditori.

I giudici, oltre a decretare la confisca di quanto sopra descritto, hanno anche applicato a Francesco Ferrera la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nella misura di 3 anni con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

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