Tortorici (Me): il finanziamento della scuola Gepy Faranda fra le polemiche

Il finanziamento della scuola elementare Gepy Faranda di Tortorici è salvo. Così il titolo di un comunicato del gruppo “Uniti per cambiare Tortorici”, alla guida del centro nebroideo dallo scorso aprile. La camera dei Deputati, infatti, ha approvato un emendamento che prevede il recupero del finanziamento da 4,8 milioni per la demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico già affidato a Tortorici.

“Una delle più amare conferme che abbiamo avuto i primi giorni della nostra amministrazione – prosegue il comunicato – è stata proprio la revoca di questo finanziamento. Già in tempi non sospetti, a marzo 2019, avevamo cercato di risolvere la situazione facendola presente agli onorevoli e senatori del movimento 5 stelle Barbara Floridia, firmataria oggi dell’emendamento, Antonio De Luca e Francesco D’Uva”.

Ma la vecchia amministrazione non ci sta ad essere tacciata di aver sbagliato le procedure e risponde con un duro commento. “Tutto il nostro operato – sottolinea Antonio Paterniti Mastrazzo – capogruppo della minoranza consiliare – è stato impeccabile sin dalla partecipazione al bando, alla successiva progettazione dell’intervento e, financo, con l’indizione della data della gara d’appalto”.

Ci vanno giù pesante gli amministratori passati sottolineando come “chi si permette di dare degli sconclusionati a coloro che hanno ottenuto finanziamenti per un totale di quasi 6 milioni, sono gli stessi che non volevano l’intervento di demolizione e ricostruzione della scuola e che oggi, mentre sono impantanati in cavilli e pareri, mentre avevano sospeso ogni attività relativa all’affidamento dei lavori, ora ne reclamano i diritti d’autore. L’emendamento che oggi sbandierano – prosegue il gruppo “insieme per Tortorici” – è anche frutto dell’interlocuzione dell’ex assessore Dario Paterniti, del sindaco di Itala e di un centinaio di comuni della penisola. Siamo a ribadire con ragionevole certezza che il finanziamento è stato fino ad oggi sempre vigente. Una parte era già stata accreditata nel 2018 per 950 mila euro mai chiesti indietro o revocati. Non vi è stata mai alcuna revoca o preavviso di revoca, né ci poteva essere poiché la nostra amministrazione aveva approvato il progetto e velocemente fissato la gara all’Urega”.

L’unico motivo di perdita del finanziamento sarebbe stato quello di non individuare un termine certo per l’avvio della procedura di affidamento dei lavori. Al comune, dunque, non sarebbe arrivata alcuna revoca o preavviso di revoca. “Scrivendo quello che hanno scritto – conclude Paterniti Mastrazzo – quelli del movimento Uniti per cambiare, sono politicamente dei “bugiardi” perché nell’emendamento inserito nello sblocca cantieri, all’articolo 859-bis si legge che “per i contributi assegnati per il 201, i recupero non si applica agli enti beneficiari che hanno posto in essere le attività preliminari, a condizione che l’affidamento avvenga entro il 31 dicembre 2019”.

 

 

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