Messina: domani parte la campagna “liberamente”

A partire dalle 9.30 di domani a Santa Maria Alemanna di Messina parte la campagna Liberamente con un confronto con l’assessore regionale Valenti, il presidente della commissione servizi sociali dell’Ars, Di Giacomo; un funzionario in rappresentanza dell’assessore regionale Borsellino e il direttore del dipartimento salute mentale di Messina, Ciraolo.

Liberamente è una campagna per la tutela dei diritti civili delle persone sottoposte a trattamenti psichiatrici contro la loro volontà, promossa dal comitato iniziativa antipsichiatrica, in collaborazione con l’associazione Penelope – coordinamento solidarietà sociale e con il patrocinio del centro servizi per il volontariato di Messina.

“Il convegno illustrerà le proposte avanzate dal comitato promotore agli assessori delle autonomie locali della Regione, Patrizia Valenti e della Salute, Lucia Borsellino, per rendere effettive per i cittadini siciliani sottoposti a trattamenti psichiatrici obbligatori le tutele previste dalla legge e in atto disattese da pratiche che, spesso, appaiono lesive dei più elementari diritti e della dignità delle persone assistite”, sottolinea Giuseppe Bucalo, presidente dell’associazione Penelope e attivista del movimento di tutela degli utenti psichiatrici.

“Il convegno, nella sessione mattutina – aggiunge Bucalo – prenderà le mosse dall’analisi di due vicende tragicamente emblematiche degli abusi perpetrati nei confronti di soggetti sottoposti a trattamenti sanitari obbligatori”.

Nella sessione pomeridiana verrà presentato il libro di Magda Guia Cervesato, “TSO. Un’esperienza in reparto di psichiatria”, edito da Sensibili alle Foglie, che documenta l’esperienza diretta dell’autrice sottoposta a cure psichiatriche coatte. Alla presenza dell’autrice si confronteranno sempre Bucalo, per il Comitato Promotore della Campagna, e Antonino Ciraolo, Direttore del Dipartimento Salute Mentale di Messina, sul tema “Liberarsi dalla necessità del Tso?”. Il confronto verterà sulla possibilità o meno di abolire il trattamento sanitario obbligatorio in quanto lesivo dei diritti fondamentali e della dignità umana. 

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