Messina: “riappropriamoci delle piazze”

Si è svolta a Messina e in altri centri della provincia, l’iniziativa “Riappropriamoci delle piazze”, ideata dall’architetto Renato Arrigo che ha coinvolto numerosi colleghi. L’obiettivo era rivisitare architettonicamente e pacificamente le piazze per farne gioco condiviso con tutta la cittadinanza. Un gioco che è finito dopo 24 ore. L’evento, estraneo a qualunque schema istituzionale finora adottato, conierà per la prima volta nella storia dell’architettura la composizione di parole “Guerrilla architettonica”. E chissà che, durante la giornata del 25 maggio, molti cittadini non chiedano di non smembrare quanto creato in una notte.

Ecco la mappa delle installazioni da condividere con i cittadini e l’elenco dei partecipanti.

 Messina, gradinata S. Anna, via XXIV Maggio

 La gradinata dell’architettura (installazione diurna).  Migliaia di palline da ping pong, recanti frasi sulla libertà architettonica, schizzano in discesa libera fino a scontrarsi con la barriera delle istituzioni. Performance ludica ed interattiva aperta al pubblico al ritmo ciclico di un contdown sonoro tra segnaletiche stradali rivisitate e segnali di pericolo.

Architetti: Renato Arrigo, Gaspare Amato, Umberto Attanasio, Vanessa Bertia, Salvatore Bettino, Sebastiano Curcuruto, Francesco Frisone, Maria Teresa Giorgio, Pasquale Pollara, Renato Romeo, Alessia L. H. Scuderi e Concettina Spagnolo.

 Messina, Via Marinai d’Italia, Passeggiata a mare, fronte Prefettura

Il mare è la piazza principale della città di Messina. Per 24 ore questo spazio non sarà una via, ma il luogo dello stare, del guardare lo Stretto e osservare la città con la curiosità di un bambino, perché “niente è più difficile da vedere con i propri occhi di quello che si ha sotto il naso” (J. W Goethe).

Architetti: Clarastella Vicari Aversa (Tiriordino), Francesca Faro, Barbara Oteri ed Edoardo Caminiti.

Messina, Piazza del popolo

Lo spazio negato. Piazza F. Lo Sardo, o più comunemente conosciuta come Piazza del Popolo, è l’esempio lampante del degrado in cui versa sulla nostra città; l’installazione vuole essere un “grido” contro l’indifferenza che le istituzioni e i cittadini hanno nel confronti dei propri beni comuni.

Architetti: Enzo Isgrò, Gradiva Arte,

Messina, Piazza Casa Pia

La scatola dei pensieri. Metafora giocosa delle idee costrette a non essere espresse. I palloncini a cui sono legati leggeri aforismi dei più grandi architetti sono pronti a prendere il volo non prima di aver comunicato il senso dell’architettura nel costante quotidiano. Apriamo la scatola, liberiamo i nostri pensieri!

Architetti: Filippo Bonina, Amelia Lamberto, Alessandro Spinnato, Giuseppe Spiro, Federico Russo.

Messina, Largo Avignone, via Cesare Battisti, pressi chiesa S. Antonio

L’altro lato dell’architettura (installazione notturna).  Un rosso sangue, trasudato simbolicamente dai brandelli murari reietti del largo Avignone.  L’altro in bianco e nero, proiettato sui medesimi brandelli diametralmente opposti di via degli Orti.  Due diversi concetti con un video intorno allo stesso corpo di fabbrica.

Architetti: Renato Arrigo, Gaspare Amato, Umberto Attanasio, Vanessa Bertia, Salvatore Bettino, Sebastiano Curcuruto, Francesco Frisone, Maria Teresa Giorgio, Pasquale Pollara, Renato Romeo, Alessia L. H. Scuderi e Concettina Spagnolo.

 Messina, Piazza Natale Masuccio

 Attenzione: Realtà Aumentata. Tre obiettivi, 3 punti di vista, 1 progetto. Uno spazio istantaneo, oltre lo sguardo. “Solo la fotografia può gettare su questi luoghi uno sguardo che è assieme scientifico, soggettivo e politico” (Gabriele Basilico).

Architetti: Laura Marino & Studio 8, Natale Gervasi, Giovanni La Fauci, Francesco La Rosa, Mario Loteta, Massimiliano Meloni, Nicola Rustica, Roberto Smedile.

Messina, Piazza Basicò con scalinata della colomba.

Fra terra acqua e cielo. Una piazza, una fontana e una scalinata. Un asse effimero prolunga la scalinata, supera la strada e salta il muro per raggiungere la base della fontana Falconieri; alleggerita dal peso, ripercorre il tragitto a ritroso, quasi librandosi verso l’alto, per attingere il colle della Caperrina.

Architetti: Mario Manganaro, Fabio Todesco, Michela De Domenico, Nino Sulfaro, Elena De Capua, Marco Lo Curzio,  Amira Kweder, Salvatore Abate, Adriana Arena, Claudio Marchese, Alessio Altadonna, Nicola Siragusa, Salvatore La Rosa e cittadini di buona volontà, nonché studenti dell’Università degli studi di Messina.

Messina, Piazza del popolo.

Pubblic Space is my Space. L’idea progettuale prende forma attraverso la realizzazione di un luogo fruibile da tutti che con elementi di eco-arredo urbano, ripropone l’idea di piazza qualificandola come spazio ideale di ritrovo.

Architetti: Patrizia Ardizzone,  Mariella Bellantone

 

S. Stefano Medio. Piazza S. Maria dei Giardini

Fra terra acqua e cielo. Una piazza, una fiumara e i giardini. Il legame complesso, materiale e immateriale, che unisce la fiumara, la piazza e i giardini circonvicini, viene semplificato in un tracciato lineare, che evidenzia l’antico filo, che lega la comunità del villaggio al proprio patrimonio culturale.

Architetti: Mario Manganaro, Fabio Todesco, Michela De Domenico, Nino Sulfaro, Elena De Capua, Marco Lo Curzio, Amira Kweder, Salvatore Abate, Adriana Arena, Claudio Marchese, Alessio Altadonna, Nicola Siragusa, Salvatore La Rosa, “Associazione Valdemone. Cultura e ambiente”, Associazione “Ambiente e vita”,

Parrocchia di S.Maria dei Giardini (visibilità pittorica della chiesa dopo le 18,30) Studenti (Unime)

 

Milazzo, piazza Francesco Crispi

 Le ali della speranza. In un mondo in cui tutto è digitale nasce l’esigenza di riappropriarci degli spazi pubblici, spesso non luoghi. L’installazione cerca aiuto a chi l’aiuto lo chiede, i bambini, i quali, rappresentando il futuro, fanno volare i nostri pensieri per immaginare un mondo dove è possibile qualunque cosa e vivere una favola anche solo per 24 ore.

Architetti: Carmelo Biondo, Marilù Bonarrigo, Mario Aronica, Dino Isgrò.

 Cesarò, Piazza San Calogero

 In Camera. Un percorso rivisitato, con lo sguardo rivolto verso le stanze chiuse. Teli neri preannunciano il vuoto di uno spazio abbandonato, che solo per 24 ore rivive. Dalle chiome verdi della piazza i frutti delle idee da (rac)cogliere.

Architetti: Manuela Amata, Alessandra Brancatelli, Calogero Brancatelli, Dalila Lazzaro. 

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