Caltagirone (Ct): Confedercontribuenti, si presenta il saggio sulle autonomie della Repubblica

È stato presentato nei giorni scorsi il saggio giuridico “Le autonomie della Repubblica e il ruolo degli enti locali nell’ambito della sicurezza urbana”, a cura del segretario nazionale di Confedercontribuenti, Ettore Minniti. L’evento si è svolto a Caltagirone nei locali di villa Sturzo, sede del seminario vescovile della diocesi.

L’autore ha dialogato con i relatori Franco Pignataro, già sindaco del comune di Caltagirone, Franco D’Urbino, editore Pegaso; Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti. Ha moderato i lavori Antonello Longo, direttore del quotidiano dei contribuenti. Il saggio trae origine dall’analisi, storica e legislativa, di due grandi temi che hanno vivacizzato la discussione presso l’opinione pubblica, nell’ambito politico, sociale e mediatico. Le autonomie e la sicurezza in genere e in particolare quella urbana.

Franco d’Urbino, editore, ha posto l’accento sul pensiero “sturziano” sulle autonomie. Sturzo fu filosofo, sacerdote, senatore e prosindaco di Caltagirone. Carmelo Finocchiaro ha evidenziato come la riforma costituzionale del tiolo V, compiuta nel 2001, abbia confermato l’esclusiva competenza dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica, nonostante le sempre più pressanti richieste di gestione comune da parte delle autonomie locali, cui la stessa riforma ha riconosciuto pari dignità dello Stato, a tutela dei contribuenti e delle imprese locali. Il presidente di Confedercontribuenti ritiene che tale riforma oggi necessiti di una rivisitazione alla luce degli ultimi avvenimenti.

Franco Pignataro ha illustrato il ruolo del sindaco quale ufficiale di governo, ponendo in rilievo come Caltagirone, quale laboratorio politico, con le politiche sulla sicurezza urbana, in assenza di riferimenti normativi abbia ottenuto, a coronamento dell’impegno profuso nel settore, nel 2007 e nel 2008, il premio Targa blu, indetto dal ministero delle infrastrutture e nel 2009 anche il premio sicurezza urbana, indetto dall’Anci.

La configurazione del nostro ordinamento statale, fondato sui principi del pluralismo sociale, amministrativo ed istituzionale e sul principio di sussidiarietà, ha fatto emergere il problema di una dimensione locale della sicurezza publica, portando al centro del dibattito politico la riconsiderazione delle relative competenze istituzionali, tanto sotto il profilo dell’ambito di esercizio quanto sotto quello della loro titolarità.

Minniti, infine, ha auspicato una riforma della sicurezza pubblica, tant’ èche la legislazione di riferimento risale al 1931, in epoca fascista, ritenendo che i tempi, forse, sono maturi per cominciare a parlare di sicurezza civica. “L’esperienza della recente emergenza pandemica impone un’attena riflessione sulla revisione del titolo V – ha dichiarato Ettore Minniti, autore del testo – con particolare riguardo all’assetto delle competenze legislative di Stato e regioni. L’auspicio che il dibattito politico/parlamentare sia ampio e sereno, scevro da condizionamenti emotivi, tenendo conto delle conquiste fatte in tema di autonomie costituzionalmente garantite in tutti i settori compreso quello riguardante la sicurezza urbana”.

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