Siracusa: via libera dall’Ars alla stabilizzazione dei precari Asu

Dall’Ars il via libera alla stabilizzazione dei 4.571 precari Asu impegnati nei comuni e negli altri enti utilizzatori siciliani”. Sull’argomento sono intervenuti diversi parlamentari regionali che hanno espresso oggi la loro opinione in merito.

Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, sottolinea come si tratti di una “battaglia di tutto il parlamento che mi ha vista coinvolta nel corso di questi anni con interventi ed emendamenti. L’approvazione in finanziaria di questo articolo – spiega la componente della commissione attività produttive – consente di chiudere una pagina di precariato lunga 25 anni e che riguarda un bacino di tantissime persone che svolgono importanti lavori nei comuni e negli enti utilizzatori.

Lavoratori che, con le loro famiglie – conclude Cannata – potranno adesso contare su una legge che permetterà loro di trovare maggiore sicurezza e stabilità per il futuro, a seguito delle procedure che dovranno essere esplicate dagli enti in cui sono adesso impiegati”.

“Dopo 25 anni di lavoro nero – afferma Danilo Lo Giudice – si avvia a conclusione una delle pagine più buie del precariato siciliano, con oltre 4.500 lavoratori e lavoratrici che finalmente potranno avere un rapporto stabile.

Questo percorso di stabilizzazione è iniziato 2 anni fa con una mia proposta che ha messo fine alla “schiavitù” del rapporto con le cooperative; un percorso che oggi ci consente la definitiva stabilizzazione e quindi la possibilità di dare dignità di lavoratori a tanti siciliani che per anni, anzi per decenni, hanno prestato servizio senza alcuna garanzia, come se fossero lavoratori di serie B, pur avendo ruoli e responsabilità immense in tutti gli enti presso cui sono stati utilizzati fino ad oggi”.

Nell’ambito della legge di stabilità regionae, in particolare l’articolo 46 sulle “norme in materia di stabilizzazione e fuoriuscita personale Asu”, contiene anche gli emendamenti di Attiva Sicilia passati in commissione che tolgono il limite di anni per la fuoriuscita, dando la possibilità a tutti di lasciare il bacino con il riconoscimento di una indennità corrispondente a 5 anni dall’assegno di utilizzazione.

Un grande traguardo per una categoria che da oltre 20 anni non ha mai avuto riconosciuti i diritti di una stabilità lavorativa e di un futuro che potesse avere delle certezze – affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia, Valentina Palmeri, Angela Foti, Sergio Tancredi, Elena Pagana e Matteo Mangiacavallo – nella norma abbiamo anche previsto che l’assessorato provveda immediatamente a fare una ricognizione nel bacino per individuare coloro che sono interessati alla fuoriuscita. Ci auguriamo che i fondi stanziati dal governo siano sufficienti per onorare gli impegni assunti con la categoria dei lavoratori”.

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