Palermo: corruzione, arrestati imprenditori, architetto e consiglieri comunali

Consiglieri comunali, funzionari del comune di Palermo, professionisti ed imprenditori gestivano pratiche edilizie in modo irregolare in un vero e proprio comitato di affari. È quanto emerge dall’operazione Giano Bifronte condotta dalla guardia di finanza e dai carabinieri di Palermo. Questa mattina sette le persone arrestate per corruzione e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’inchiesta condotta dalla procura di Palermo ha portato ai domiciliari anche due consiglieri comunali, due dirigenti del comune, due imprenditori ed un architetto. Tramite intercettazioni, pedinamenti e il lavoro investigativo, è emerso che nel 2016 l’architetto Fabio Seminerio, oggi in manette, aveva presentato per conto di numerosi imprenditori tre progetti per la lottizzazione di aree industriali dismesse del comune di Palermo, in particolare nelle vie Maltese, Messina Marine e San Lorenzo e per la realizzazione di 350 appartamenti di edilizia sociale residenziale convenzionata.

Ma per derogare al prg era necessario l’intervento del consiglio comunale che attestasse l’interesse pubblico delle iniziative. Ed ecco che entrano in scena Mario Li Castri, all’epoca capo dell’area tecnica del comune che ha proposto una deliberazione, anche lui oggi arrestato. Li Castri, però, era in evidente conflitto di interessi essendo socio in affari dello stesso Seminario. In quell’occasione Li Csatri rilasciò parere favorevole anche in mancanza di alcuni requisiti di ammissibilità in materia di edilizia convenzionata.

Gli imprenditori Francesco La Corte e Giovanni Lupo, invece, interessati dall’approvazione dei piani, avevano promesso a Seminerio la direzione dei lavori. Parte dei profitti dell’architetto sarebbero andati a LI Castri a seguito dell’approvazione da parte del consiglio comunale delle tre proposte di deliberazione.

Al buon esito dell’affare avrebbe partecipato anche Giuseppe Monteleone, ex dirigente dello sportello unico attività produttive che avrebbe curato la delibera relativa all’ex area industriale di via San Lorenzo.

I consiglieri comunali arrestati Sandro Terrani e Giovanni Lo Cascio, poi, in cambio di regali, avrebbero fatto di tutto per velocizzare la calendarizzazione e l’approvazione delle tre proposte di costruzione in deroga al piano regolatore generale.

Il 7 novembre del 2019 il consiglio comunale di Palermo aveva espresso comunque parere contrario alle proposte.

In u n’altra occasione, sempre Li Castri avrebbe accordato una variante ad una concessione edilizia della ditta di proprietà dei due imprenditori indagati, la Biocasa, consentendo di aumentare gli appartamenti da 72 a 96. Anche in questo caso a redigere il progetto era l’ex socio in affari, Seminario, che fece anche il direttore dei lavori. Monteleone, ex dirigente dell’area tecnica comunale, avrebbe curato anche alcune pratiche di concessione edilizia sempre per conto della Biocasa per un ulteriore complesso immobiliare, avallando varianti in aumento per consentire la realizzazione di un maggior numero di unità abitative che da 96 sarebbero passate a 133. In cambio gli imprenditori avrebbero garantito una mazzetta di 15 mila euro e non solo: ad una strettissima amica di Monteleone sarebbero stati affidati dagli imprenditori diversi incarichi professionali per ingenti somme di denaro.

In conclusione, dunque, sono finiti ai domiciliari i consiglieri comunali Sandro Terrani, 51 anni, membro della commissione bilancio, finanza e tributi; Giovanni Lo Cascio, 50 anni, presidente della commissione urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata e residenziale pubblica; i funzionari comunali Mario Li Castri, 54 anni di Palermo, già dirigente dell’area tecnica della riqualificazione urbana e delle infrastrutture; Giuseppe Monteleone, 59 anni, di Palermo, già dirigente dello sportello unico attività produttive; il professionista Fabio Seminerio, 57 anni di Palermo, architetto e gli imprenditori Giovanni Lupo, 77 anni di San Giovanni Gemini in provincia di Agrigento e Francesco La Corte, 47 anni di Ribera, sempre nell’agrigentino, rispettivamente amministratore di fatto e di diritto della Biocasa srl con sede a Palermo operante nel settore edilizio. All’architetto Agostino Minunto, 60 anni, originario di Alia, nel palermitano, è stato notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

Nel video che segue alcune delle intercettazioni nel video diffuso da guardia di finanza e carabinieri.

Le indagini hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un comitato d’affari composto da imprenditori e professionisti in grado di incidere sulle scelte gestionali di pubblici dirigenti e amministratori locali che avrebbero asservito la pubblica funzione agli interessi privati in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore dell’edilizia privata.

Nel corso del 2016 Seminerio e soggetti a lui riconducibili hanno presentato, per conto di numerosi imprenditori, tre progetti per la lottizzazione di aree industriali dismesse del comune di Palermo e conseguente realizzazione di complessive 350 unità abitative di edilizia sociale residenziale convenzionata.

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