Tortorici (Me): giorno di festa per il patrono San Sebastiano

Giornata di festa oggi a Tortorici, centro nebroideo del messinese, per la festa del patrono San Sebastiano. Un appuntamento molto sentito che affonda le sue radici nell’antico passato. Una festa non solo molto importante e partecipata, ma anche un appuntamento raccontato pure sui libri di storia delle tradizioni popolari e che ha una durata davvero lunga. Già dal primo gennaio si ode risuonare il suono del campanone di San Sebastiano.

La settimana scorsa, nel fine settimana, si sono svolte la fiaccolata detta “bula” che ricorda le ricerche del Santo dopo il primo martirio a cui era riuscito a scampare da parte di una matrona romana nella notte e il giorno seguente la processione degli alberi di alloro in ricordo dell’albero a cui fu legato per poi essere trafitto e ucciso dalle frecce San Sebastiano.

E, ancora, il 18 gennaio la “fujitina da vara”, la messa detta “a prova” con la benedizione dei panitti, in ricordo del pane che San Sebastiano portava ai carcerati. Ieri la sentita processione delle reliquie per recuperare la vara trafugata la sera precedente e la celebrazione del vespro. Oggi, infine, il giorno tanto atteso. La festa di San Sebastiano.

Un appuntamento che si è aperto con la consegna della chiave della città da parte del Senato con a capo il vice sindaco Luisa Foraci, attualmente avente funzioni di primo cittadino accompagnata dai paggi e dai bambini che portavano il cuscino con sopra la chiave da consegnare nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Durante la celebrazione eucaristica gli allevatori di Tortorici hanno portato in dono un vitellino, come da consuetudine che, al termine della festa, verrà stimato e il suo valore in denaro verrà donato a San Sebastiano.

Al termine della messa solenne delle 11.00, al suono dell’inno di San Sebastiano che si canta solo a Tortorici, i nudi, i fedeli vestiti di bianco e a piedi scalzi, hanno proseguito per la processione fino al fiume dove si recita il Te Deum e viene impartita una benedizione a memoria di quando la campana del duomo, che oggi viene chiamata la campana di San Sebastiano, è stata ritrovata proprio durante una processione del patrono di Tortorici.

Al termine della lunga questua lungo tutto il centro di Tortorici e in alcune delle più vicine borgate, il simulacro del Santo con le sue reliquie, accompagnato dalla schiera di fedeli in abito bianco, è stato riposto nella centrale chiesa di San Nicolò dove resterà fino a domenica prossima quando il pesante fercolo ritornerà nella chiesa madre e il simulacro di San Sebastiano verrà di nuovo rinchiuso nella sua cella lunedì 27 gennaio, giorno della messa del “perdono” da cui verrà poi ripreso a maggio per la solita festa primaverile.

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