Abuso di paracetamolo, attenti alle transaminasi

Nell’assunzione dei medicinali è fondamentale rispettare adeguatamente le indicazioni presenti nel bugiardino. Questo vale anche per i medicinali apparentemente innocui, quelli di uso comune, a cui si fa spesso ricorso per contrastare febbre, mal di testa, l’inizio di un raffreddore.

È il caso, ad esempio, del paracetamolo, principio alla base di molti medicinali, la cui assunzione, però, è sconsigliata a intervalli inferiori alle quattro, sei ore.

Una massiccia assunzione di farmaci a base di paracetamolo, o il mancato rispetto – in modo continuativo – dell’intervallo temporale nell’assunzione delle medicine, può indurre tossicità epatica. Tra i principali sintomi di questa patologia ci sono: nausea (in alcuni casi con manifestazione di fenomeni di vomito), sedazione, sudorazione, dolore addominale, incremento della concentrazione sierica di bilirubina e aumento delle transaminasi. È proprio su questo ultimo aspetto che ci soffermeremo per approfondire i segnali che arrivano dall’aumento delle transaminasi, un enzima importante espressione della salute di cuore e fegato.

Cosa sono le transaminasi

Si tratta di una classe di enzimi, per meglio dire di una sotto-classe di enzimi, impiegata nella transamminazione: nella trasformazione di un aminoacido in un altro.

Sono enzimi ubiquitari, presenti in ogni distretto dell’organismo ma, in realtà, fegato e muscolo scheletrico striato sono particolarmente ricchi di transaminasi, è per questo che ne diventano vera e propria espressione della salute. Infatti, in caso di danno e rottura a cellule epatiche o muscolari, si assiste alla fuoriuscita di transaminasi che si riversano nel sangue aumentando la loro concentrazione.

GOT e GPT, di cosa parliamo

Esistono due diverse tipologie di transaminasi: la glutammico-ossalacetica (GOT o AST) e la glutammico-piruvica (GPT o ALT). Le prime riguardano soprattutto la salute di cuore e scheletro, le seconde quella del fegato. In condizioni normali, i valori della glutammato-ossalacetato transaminasi, detta anche per aspartato-aminotransferasi (AST), variano per gli uomini tra 10 e 45 UI/l, per le donne fra 5 e 31.

Per quanto riguarda la glutammato-piruvato transaminasi, invece, detta anche per alanina-aminotransferasi (ALT), il valore varia per gli uomini fra 10 e 43 UI/l, per le donne fra 5 e 36.

Da non sottovalutare il rapporto esistente tra queste due diverse tipologie di enzimi, il rischio è quello di indicare una lesione di tipo cardiologico come un infarto del miocardio o un’alterazione a livello muscolare quando siamo di fronte ad un aumento prevalente delle GOT o AST rispetto alle GPT o ALT. Oppure, quando il fegato non funziona correttamente, si correrà il rischio di evidenziare un innalzamento delle GPT o ALT e in modo meno elevato un aumento delle GOT o AST.

Transaminasi alte, di cosa si tratta

Sul web è possibile raccogliere utili consigli, consultando ad esempio il sito AbilityChannel, per approfondire la conoscenza del fenomeno delle trasaminasi alte. Si tratta di un valore che molto spesso può essere alterato ed è facilmente misurabile con una analisi del sangue.

Si tratta di importanti segnali di avvertimento da non sottovalutare. Sono, infatti, espressione di una modificazione della normale permeabilità della membrana epatocitaria. In caso di lesione vera e propria, infatti, e in caso di necrosi la membrana non riesce più ad adempiere alla sua funzione di barriera permettendo la fuoriuscita degli enzimi intracellulari.

Combattere a tavola le transaminasi alte

La prima azione di contrasto alle transaminasi alte passa per l’alimentazione, la tavola. Partiamo da ciò che è possibile bere: acqua a volontà, ma senza bollicine. Al bando tutte le bevande gassate e l’alcool.

Bene le spremute. Per quanto riguarda gli alimenti, invece, i cibi da evitare sono soprattutto i fritti e le conserve. Addio anche a burro, panna, salse e maionese. Niente insaccati e carni grasse e neppure dolci elaborati e ricchi di decorazioni. No netto a frutta secca e ad alcune verdure (tra queste peperoni, funghi, melanzane, piselli e fave).

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