Ragusa: verso il “laboratorio civico di sussidiarietà politica”

Il laboratorio civico di sussidiarietà politica Co-governnace sarà presentato a Ragusa il prossimo 6 aprile alle 9.00 nell’aula consiliare. Si tratta di un seminario che fra i promotori ha il comune di Ragusa e come relatori vedrà Antonio Maria Baggio, politologo, direttore del centro di ricerca di politica e diritti umani dell’istituto universitario Sophia id Loppiano (Firenze) e Giampietro Parolin, economista e docente di strategie aziendali nello stesso istituto universitario.

Baggio affronterà il tema “Coscienza politica erronea nei cittadini e negli operatori: sviluppo di processi valutativi veritieri ed efficaci”. Parolin, invece, parlerà di “La relazione virtuosa, tra partecipazione e rendicontazione”. I temi prescelti mirano ad affrontare il tema, antico e sempre nuovo, della partecipazione politica, cuore e forma della democrazia la quale, come si esprime il presidente di Co-governance, Alfio Di Pietro, “per essere vera ed efficace non può essere riducibile al solo momento del voto, ma deve trovare nel suo riferimento ai valori costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà, una nuova ricchezza espressiva, a partire dalla città, luogo per eccellenza di una cittadinanza attiva e responsabile”.

“Anima del progetto di Co-governance – prosegue Alfio Di Pietro – è il principio di fraternità come categoria politica che si traduce, sul piano pratico, in un patto di solidarietà e di sussidiarietà orizzontale tra cittadini e istituzioni” finalizzato al bene comune, inteso questo nel suo significato reale ed autentico, ovvero come cura solidale ed integrata delle persone, della natura, dei beni comuni, del futuro; un patto, come tale, fondato sulla fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni e, allo stesso tempo, tra gli attori politici, di governo e dell’opposizione, per fare della città un nuovo generativo di comunità di coesione e di sviluppo, di futuro”.

“Il risultato dell’interazione fra le risorse di cui sono portatrici le amministrazioni e quelle di cui sono portatori i cittadini, non sarà una semplice somma aritmetica, non una mescolanza o una sostituzione di ruoli e nemmeno una nuova struttur,a ma una funzione pubblica svolta in modo nuovo: un rapporto fra soggetti autonomi, distinti, ciascuno dei quali mantiene la propria identità, il proprio ruolo e si assume le proprie responsabilità. In pratica un nuovo modo, un diverso modo di perseguire l’interesse generale, quindi di amministrare”.

“L’associazione co-governance – aggiunge Di Pietro – non è venuta alla luce dall’oggi al domani, ma giunge quale esito di un’esperienza avviata poco meno di un anno fa in prossimità delle elezioni amministrative locali, una esperienza caratterizzata da vari momenti di incontro, realizzati dapprima con candidati e candidate e proseguiti, all’indomani del voto, con vari rappresentanti del mondo politico e amministrativo, diversi per riferimenti partitici o appartenenze. In tali momenti è stato possibile sperimentare la fecondità di un dialogo amichevole franco e sincero”.

“Non siamo – conclude Di Pietro – che agli inizi di una esperienza di senso nuovo della politica e del governo della città, che pensiamo possa recare soltanto benefici alla vita sociale e amministrativa di essa”.

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