Tortorici (Me): una vittima di mafia sbagliata, uccisa 30 anni fa

Trenta anni fa a Rocca di Caprileone, nel messinese, il giovane oricense Biagio Lombardo Facciale rimase vittima di un agguato mortale. Ma lui non era la vittima designata. I sicari lo avevano assassinato al posto di tale Vincenzo Galati Rando.

L’omicidio è nato nell’ambito di una guerra di mafia scoppiata tra le opposte fazioni oricensi dei Galati Giordano e dei Bontempo Scavo, questi ultimi appartenenti al clan di Giuseppe Chiofalo. La vittima designata era Vincenzo Galati Rando che faceva parte del gruppo avversario di Orlando Galati Giordano, fuoriuscito dal clan di Chiofalo e in rotta di collisione con i Bontempo Scavo.

L’estraneità del giovane Biagio Lombardo Facciale a tutta questa faida mafiosa è stata dimostrata da una sentenza della corte d’assise di appello di Messina (n. 12/2009) emessa nel procedimento penale denominato Mare nostrum e poi confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione il 17 ottobre del 2011.

Dall’inchiesta Mare nostrum è emerso che Giuseppe Cipriano, Vincenzo Bontempo Scavo, Carmelo Armenio, Francesco Cannizzo, in concorso tra loro e con Lorenzo Chiofalo, Giuseppe Giunta e Salvatore Brancatelli (poi morti) e quindi in numero superiore a cinque, i primi due in qualità di mandanti e gli altri come esecutori materiali, agendo con premeditazione e per motivi abietti per uccidere Vincenzo Galati Rando. Uno scambio di persona acclarato che non ha salvato la vita a Biagio Lombardo Facciale, raggiunto anche al volto da colpi d’arma da fuoco. L’uomo è stato ucciso davanti al bar “Le zanne” di Rocca di Caprileone, alla presenza di numerose persone.

I sicari, due uomini, si erano intrattenuti all’interno del locale prima di eseguire il crimine. Le indagini hanno poi acclarato che il vero obiettivo dell’attentato mortale fosse il pregiudicato Vincenzo Galati Rando, aggregato al clan di Orlando Galati Giordano (Armenio, detto “Bacilleri”, associato al clan mafioso dei chiofaliani), Bontempo Vincenzo Scavo, appartenente al clan dei chiofaliani, condannato alla pena dell’ergastolo per l’omicidio in danno di Lombardo Facciale; Francesco Cannizzo, anche lui associato al clan dei Chiofalo, condannato all’ergastolo con isolamento diurno per l’omicidio in danno di Biagio Lombardo Facciale; Giuseppe Cipriano, collaboratore di giustizia condannato a 15 anni di reclusione per lo stesso omicidio del giovane oricense. Tutto questo emerge dalle 1443 pagine della sentenza della corte d’appello di Messina.

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