Caltanissetta: inadempienze nel servizio idrico

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Forum acqua e beni comuni che, in merito alle inadempienze nel servizio idrico in provincia di Caltanissetta, chiede di verificare l’eventuale omessa vigilanza e che la Regione si assuma la responsabilità politica ed amministrativa sulla verifica degli adempimenti contrattuali del gestore.

Nella lettera esposto si chiede da un canto alla Procura di Caltanissetta, che ha già avviato filoni d’indagine sul gestore Caltaqua e notificato diversi avvisi di garanzia, di voler verificare eventuali omissioni nei controlli previsti da parte dei soggettti deputati a tali funzioni, dall’altra che siano il Presidente Musumeci e l’Assessore Pierobon ad assumere la responsabilità politica ed amministrativa della verifica degli adempimenti contrattuali.

Il 22 marzo scorso il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni aveva già sollecitato tutti i soggetti istituzionali ad accelerare sul completamento della Commissione Tecnica istituita in seno all’Assemblea Territoriale Idrica per la verifica degli adempimenti del gestore Caltaqua, ma i lavori non sono mai iniziati per via delle continue defezioni delle componenti espresse dai sindaci e dalla Regione. La Commissione avrebbe dovuto fornire al Presidente della Regione entro 90 gg. dal suo insediamento nello scorso novembre una relazione per l’adozione degli atti conseguenti.

Nella lettera il Forum fornisce un lungo elenco di possibili inadempienze che parrebbero certificate dalle multe comunitarie sulla assenza o cattivo funzionameto della depurazione, dall’erogazione idrica che ben lungi dall’essere h24 avviene ancora con turni di svariati giorni, dalla cattiva qualità dell’acqua erogata, dai mancati investimenti previsti; elementi certamente noti ai diversi rami della pubblica amministrazione deputati ai controlli insieme alle inchieste giudiziarie, le verifiche fiscali, i contenziosi ed arbitrati pendenti.

Resta forte la preoccupazione che ancora una volta sia la magistratura ad assumere responsabilità che dovrebbero essere in prima istanza della politica e della buona amministrazione secondo i livelli di competenza. Resta inquietante, per i diversi profili delineati nella lettera esposto, l’analogia con il caso del gestore idrico di Agrigento.

 

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