Messina: De Luca inizia lo sciopero della fame

Si è barricato nel palazzo dei Leoni a Messina, il sindaco Cateno De Luca e ha iniziato lo sciopero dela fame. A partire da lunedì la sede della città metropolitana resterà chiusa ad oltranza.

La decisione De Luca l’ha annunciata questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui è stata illustrata la situazione finanziaria delle ex province alla luce della discussione alla camera dei Deputati dove è stato previsto lo stanziamento di 140 milioni sul fondo per lo sviluppo e la coesione a fronte dei 350 milioni necessari ad evitare il dissesto finanziario delle ex province siciliane.

Una somma nettamente inferiore e insufficiente per ripianare il deficit delle nove ex province siciliane. Secondo quanto ha dichiarato De Luca, solo 100 milioni sarebbero destinati alle ex province, dei 140 stanziati.

Nel testo in discussione alla Camera dei deputati, inoltre, non si prevede la definizione dei bilanci pregressi e si autorizza una programmazione finanziaria annuale. Una scelta, questa, che impedirà alle città metropolitane e ai liberi consorzi di poter effettuare investimenti strategici che si articolano su più bilanci annuali.

“Non possiamo accettare la decretazione istituzionale del fallimento di tutte le ex province siciliane – ha dichiarato il sindaco De Luca –  e spero che in queste ore qualcuno si ravveda e, di conseguenza, si modifichi il testo in discussione. Abbiamo dimostrato in tutte le sedi che, per evitare il dissesto di tutti i nove enti, servono 350 milioni prelevabili dal fondo per lo sviluppo e la coesione. La Sicilia ha avuto assegnati ben 2 miliardi e 300 milioni sul FSI e, allo stato attuale, ha speso solo 100 milioni di questa ingente somma. Comprendo la difficoltà dell’assessore Armao – prosegue De Luca – nel certificare il totale fallimento del sistema Sicilia, ma a questo punto credo che, per come sono state condotte le trattative nell’ambito dell’accordo Stato-regione siciliana, le sue dimissioni siano un atto dovuto.

Al presidente Musumeci chiedo di affrontare con una diversa prospettiva la grave situazione finanziaria delle ex province, sulla base dell’imbarazzo manifestato il 15 maggio scorso quando, nel corso dell’incontro con la delegazione dei sindaci, ha compreso che quell’accordo non avrebbe consentito di sbloccare la situazione di default degli enti di area vasta. Anziché  discutere sullo slittamento o sull’anticipazione delle elezione degli organi degli enti sarebbe il caso di inserire all’ordine del giorno il testo, già presentato, per individuare le risorse per salvare il sistema delle ex Province siciliane. Non possiamo continuare in questi termini e quello odierno è il gesto estremo, prima dell’avvio delle procedure di dissesto.

L’intento è quello di lanciare un monito forte al Parlamento siciliano e nazionale affinché si eviti questo delitto irreversibile perché,  dichiarato il dissesto della Città Metropolitana di Messina, salteranno quasi 400 milioni di investimenti, i precari non potranno essere salvati e, ovviamente, i servizi salteranno definitivamente. Abbiamo numerose procedure di investimento bloccate, basti pensare al Cuppari, al Don Orione e alla Panoramica dello Stretto, ben 7 milioni di gare anche aggiudicate. Consentire di approvare soltanto il bilancio del 2019, in deroga al principio di programmazione triennale, non consente di poter riavviare queste gare perché sono lavori che riguardano due o tre anni contabili. Tutto questo è stato spiegato ad Armao in quella discussione ma, non avendo mai amministrato neppure un condominio, ad oggi non si rende conto di cosa significhi rispettare il cronoprogramma degli interventi per opere pubbliche che, in questo caso, non potrebbero essere nuovamente appaltate con la conseguenza che si andranno a perdere risorse ingenti per il territorio.

Stamattina ho avuto contezza dell’emendamento 38030, che sarà discusso tra poche ore, ed ho appreso che, mentre noi ancora aspettavamo di essere riconvocati per discutere con il Ministro, già la Regione Siciliana aveva concluso l’intesa con lo Stato a far data dal 15 maggio scorso. È ovvio che mi sento preso in giro e sono mortificato per cui questo atto rappresenta l’ultimo monito; ho già firmato la nota che sarà inviata ai Revisori dei Conti che dovranno redigere la relazione per l’avvio della procedura di dissesto perché né io né i dirigenti possiamo continuare a subire questa situazione”.

I responsabili del settore tecnico e di quello finanziario, rispettivamente il dott. Francesco Roccaforte e il dott. Massimo Ranieri, hanno analizzato la situazione finanziaria della Città Metropolitana di Messina fornendo dati incontrovertibili.

“La paralisi amministrativa che costringe l’Ente ad operare in regime di gestione provvisoria, – hanno dichiarato i responsabili Roccaforte e Ranieri – impedisce l’attivazione delle procedure di appalto e di esecuzione degli interventi da programmare o già definiti, nell’ambito del Masterplan e di altri programmi a valenza regionale e nazionale. Si rischia di perdere o di veder bloccati investimenti pari, nell’immediato, a circa 44.500.000 di euro ed a medio termine a circa 132.000.000 di euro nel settore delle strade provinciali e dell’edilizia scolastica. In queste condizioni le attività in corso nei settori dell’edilizia scolastica e della viabilità, e quelle portate avanti durante il 2018, con la redazione di oltre 60 progetti cantierabili e con lo svolgimento di circa 50 procedure di gara d’appalto, risultano praticamente vanificate”.
Al termine della conferenza stampa il Sindaco Metropolitano Cateno De Luca ha annunciato che da subito procederà a barricarsi nella stanza della Presidenza, attuando lo sciopero della fame ad oltranza, e ha dichiarato che da lunedì 10 giugno, se non dovessero giungere notizie positive, procederà alla chiusura di Palazzo dei Leoni.

Potrebbe interessarti Altri di autore

Commenti

Caricamento...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi