Messina: Genovese, “pensare subito alle sfide su lavoro e sviluppo”

Ponte, Piano regolatore generale, Piano regolatore Portuale, risanamento e riqualificazione. Tante facce di un’unica medaglia che ad oggi però non si guardano, non si parlano”. A dirlo è il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, secondo il quale “così lo sviluppo di Messina resta al palo, proprio per la mancanza di una visione strategica su quello che deve essere la nostra città e sul ruolo che deve avere nell’ambito dello sviluppo della zona del Mediterraneo”.

Genovese si rivolge al sindaco Cateno De Luca ed al ruolo che dovrebbe recitare. “A distanza di sette mesi dal suo insediamento e dopo aver affrontato le emergenze strutturali ed organizzative che il SalvaMessina ha portato alla luce, da parte del sindaco adesso ci aspettiamo un’accelerata anche sul piano di sviluppo che ha in mente per la città di Messina e che dovrà essere oggetto di confronto. Tutti i progetti ed i piani sembrano slegati l’uno all’altro, senza nessuna idea complessiva della città. Si ragiona per compartimenti stagni, quando si dovrebbe avere l’idea complessiva di come “trasformare” Messina”.

Non si può pensare e parlare di Ponte sullo Stretto e di opere a sostegno senza immaginarle integrate al piano regolatore generale o a quello portuale della città senza sciogliere il nodo dei tanti ettari di aree pregiate, occupate e non utilizzate, da parte del Gruppo FS, del piano strategico della Città Metropolitana e delle opere previste nei vari programmi di investimento come “Masterplan”, “Pon”, “Poc””, il segretario generale della Cisl Messina.

Oppure, ancora, alle zone dove far sorgere le attività produttive che creino nuovo lavoro, favorendo gli investimenti da parte di aziende che possono avere interesse a spostare qui le loro imprese.

Dal sindaco De Luca ci aspettiamo un piano strategico che guardi ai prossimi dieci anni, a una Messina 2030 che favorisca il lavoro, quello nuovo e buono, quello che mantiene reddito sul territorio e non che crea solo un passaggio di denaro che poi va via. Serve ripensare e programmare la città in maniera diversa, puntando anche sul benessere dei cittadini, sulla qualità della vita e sulla crescita sociale di una popolazione che – oggi – tutti i trend indicano destinata ad invecchiare, perché i giovani vanno via e non ci sono le condizioni per creare una nuova generazione che resti a vivere Messina”.

Per il sindacato bisogna studiare e capire quali sono i settori strategici su cui puntare per creare occupazione, settori che possono anche non essere quelli tradizionali. “Incentivare, ad esempio, chi lavora nel digitale offrendo spazi ed opportunità potrebbe essere uno sbocco che renderebbe Messina una città smart, per i giovani, per chi ha idee e vuole proporle. Ma per creare una visione strategica in questo senso – prosegue Genovese – occorre condivisione tra tutte le parti che possono avere un ruolo: le Istituzioni, le parti sociali e datoriali, l’Università che può rappresentare e deve rappresentare un punto di riferimento per la crescita del territorio e che può avere interessi forti nel creare sbocchi occupazionali agli studenti che forma. Ma non si può perdere tempo, non si possono instaurare dibattiti senza avere come obiettivo un fine unico comune che deve integrare tutto. Altrimenti si continuerà a tirare il freno a mano alla città e invogliare i suoi giovani abitanti a fuggire prima possibile piuttosto che scommetterci e scommettersi”.

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