Pace del Mela (Me): tutta la valle è inquinata, lo dice la relazione di Arpa Sicilia

La relazione annuale di Arpa Sicilia certifica che la valle del Mela nel messinese è diventata la zona più inquinata della Sicilia, quanto meno da idrocarburi non metanici.

La centralina di contrada Gabbia nel comune di Pace del Mela ha rilevato concentrazioni medie inaudite per tali sostanze: le più elevate di tutta la Sicilia.

Volendo fare un raffronto, in prossimità degli impianti petrolchimici di Priolo (dove ci sono ben 3 raffinerie) non si va oltre una media annua di 158 µg/m3. Valori analoghi a Gela, dove ci si “ferma” a 150 µg/m3 (media rilevata proprio nel parcheggio della raffineria).

Oltre ad una media annua così elevata, si registrano frequentissimi picchi di medie orarie che superano abbondantemente i livelli di allarme ed emergenza individuati per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

A contrada Gabbia le medie orarie rilevate raggiungono infatti il valore di 2.700 µg/m3, ovvero quasi il quadruplo del livello considerato di “allarme” e quasi il triplo del livello considerato di “emergenza” nelle aeree a rischio di crisi ambientale.

E questo è “niente”: ci sono concrete evidenze del fatto che diversi centri abitati della valle del Mela sono molto più esposti di quanto lo sia la centralina di contrada Gabbia, distante circa 3 km dalla Raffineria, che rappresenta la principale fonte di idrocarburi non metanici del polo industriale di Milazzo, stando a dati ARPA pubblicati nel 2016.

Come evidenziato dalla stessa ARPA anche a seguito di diverse campagne di monitoraggio con laboratorio mobile, gli idrocarburi non metanici emessi dalla Raffineria di Milazzo sono i principali responsabili delle puzze asfissianti che spesso impestano il territorio. Peraltro è anche per questo che la Raffineria si trova coinvolta in una recente richiesta di rinvio a giudizio.

Ma non è solo questione di puzza. Infatti gli idrocarburi sono molto pericolosi per la salute. Uno studio pubblicato in una prestigiosa rivista scientifica ha già riscontrato una prevalenza più che doppia di acromegalia (patologia endocrina da tumori ipofisari) nella valle del Mela rispetto al resto della provincia, ipotizzando per l’appunto una correlazione con l’inquinamento da idrocarburi. Di certo diversi idrocarburi non metanici sono classificati come cancerogeni di classe I, e quindi a livello scientifico non esistono soglie accettabili di esposizione.

Gli NMHC sono inoltre precursori dell’ ozono, che in quantità eccessive può dare gravi problemi per la salute. Anche i livelli di ozono rilevati nella Centralina “Termica” di C.da Carrubaro (nel comune di Milazzo) sono tra i più preoccupanti della Sicilia, specie se si considera che, per stessa ammissione dell’Arpa, tale centralina è ubicata in posizione poco idonea rispetto alla zona industriale di Milazzo. I livelli di ozono non vengono invece rilevati dalla centralina di C.da Gabbia. Turravia, considerando che le concentrazioni di NMHC registrate a C.da Gabbia sono in media tre volte tanto quelle registrate alla “Termica”, è facile immaginare che i livelli di ozono rilevabili a C.da Gabbia sarebbero abnormi.

Anche per l’ossido di azoto (SO2) nella valle del Mela si registrano picchi inediti nel resto della Sicilia. Visti tali livelli di inquinamento non bisogna stupirsi se le malformazioni congenite nella valle del Mela hanno superato quelle di Priolo, come rilevato nello studio della Regione pubblicato a Giugno.

Insomma la situazione di allarme in cui ci troviamo, ormai chiaramente evidente grazie ai dati e agli studi pubblicati in questi ultimi due mesi, non consente di attendere oltre: invitiamo le autorità responsabili della tutela della nostra salute (vale a dire i Sindaci, in qualità di massime autorità sanitarie locali) ad agire di conseguenza.

Il primo passo non può che essere quello di richiedere un nuovo riesame dell’autorizzazione della Raffineria, al fine di inserirvi le opportune prescrizioni a tutela della salute pubblica. Prescrizioni che sono state illegittimamente accantonate nell’ultima conferenza dei servizi del 28 marzo, su cui peraltro vari comuni della valle del Mela hanno da poco presentato un ricorso. Nelle prescrizioni illegittimamente accantonate era previsto anche un limite alle emissioni odorigene e quindi, necessariamente, agli NMHC.

A richiedere il nuovo riesame dell’AIA dev’essere adesso uno dei due Sindaci dei comuni su cui è ubicato l’impianto (ovvero Milazzo e San Filippo del Mela).

Il nuovo sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino in campagna elettorale si è impegnato proprio in tal senso, ma bisogna fare presto. Ogni giorno che passa i cittadini sono esposti a livelli di inquinamento e rischi per la salute inaccettabili.

A dichiararlo sono l’Adasc, l’associazione per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittaini e il comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela.

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