Bronte (Ct): Calanna al prefetto, “non più di 48 rifugiati”

“Di essere accoglienti lo abbiamo già dimostrato, ma Bronte non può ospitare più di 48 rifugiati o richiedenti asilo”. Così il sindaco del centro etneo, Graziano Calanna, in una lettera inviata al prefetto di Catania, Silvana Riiccio, chiedendole di tener conto della cosiddetta “clausola di salvaguardia”, ovvero l’intesa “Anci-Viminale” che prevede che ogni comune non possa accogliere più di 2,5 rifugiati per ogni 1.000 abitanti.

“Le scrivo – si legge nella lettera – per rappresentarle la situazione del Comune di Bronte. Allo stato 3 cooperative hanno comunicato che intendono dedicarsi all’accoglienza di stranieri; più nel dettaglio, una cooperativa comunica l’apertura di un centro di prima accoglienza per 60 minori non accompagnati, un’altra per 15 stranieri e la terza per 10 minori. Bronte – prosegue Calanna – ha da tempo aderito al progetto Sprar ed ospita 22 rifugiati.

Nella non temuta ipotesi in cui si bypassasse l’istituto della clausola di salvaguardia, fra qualche mese i richiedenti asilo ospitati nella comunità brontese potrebbero essere 107. Cifra che supererebbe di gran lunga quella della proporzione stabilita dal ministero dell’interno”.

Secondo il primo cittadino, “Bronte non è idonea sotto il profilo sanitario e di capacità di accoglienza delle nostre istituzioni scolastiche, per ospitare un così elevato numero di richiedenti. Fatti i calcoli, Bronte non può ospitarne più di 48”.

Il sindaco nella lettera anticipa ogni possibile strumentalizzazione: “Bronte – spiega – ha già dimostrato di essere un Paese accogliente ed ospitale, avendo istituito anni fa lo SPRAR che questa Amministrazione intende confermare, tuttavia, la Città non può permettersi l’arrivo di ulteriori immigrati”.  Infine il sindaco chiude la sua missiva chiedendo al Prefetto di Catania di limitare le autorizzazioni.    

Maria Chiara Ferraù

 

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