Aeroporto Valle del Mela (Me): interviene l’Adasc

Mentre si continua a parlare della probabile realizzazione di uno scalo aeroportuale nel messinese, nel comprensorio di Milazzo, interviene l’associazione ambientalista Adasc.

L’associazione punta il dito sul fatto che ad oggi non ci sia un progetto, uno studio di fattibilità, manchino le valutazioni d’impatto ambientale, sociale ed economico senza tralasciare l’aspetto della vicinanza con il polo industriale e le conseguenze che ne potrebbero avere le attività anche artigianali presenti nella zona ex asi oggi Irsap.

“Ci teniamo a ricordare che il comprensorio – scrive l’Adasc – è dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale e sito di interesse nazionale per le bonifiche. Il territorio e la popolazione residente hanno pagato un prezzo assai alto in termini di impatto ambientale e sanitario derivato dalla scelta di insediare industrie pesanti.

È stato appurato l’impatto ambientale prodotto da un aeroporto e proprio per questo è assolutamente indispensabile vagliare con estrema attenzione la documentazione prodotta dalla holding indiana. Abbiamo lottato e con grandi sacrifici – prosegue la nota – abbiamo ottenuto la definitiva approvazione del piano paesaggistico dell’ambito 9 che mira pure alla progressiva deindustrializzazione oltre ad imporre azioni di tutela per il territorio che è stato letteralmente violentato.

Ribadiamo l’assoluta necessità della partecipazione della popolazione interessata a questa infrastruttura”.

“Chiederò personalmente nei prossimi giorni   – afferma il presidente dell’ADASC e del coordinamento ambientale Milazzo Valle del Mela, Peppe Maimone – un incontro con il vicepresidente della Regione Siciliana nonché assessore regionale alle attività produttive Mariella Lo Bello e con il commissario IRSAP Sicilia On. Maria Grazia Brandara per avere delucidazioni e chiarimenti sull’argomento. 

Incontrerò anche i sindaci dei comuni interessati alla realizzazione dell’opera per conoscere la loro posizione e quale iter vogliano intraprendere. Siamo aperti al confronto senza alcun tipo di preconcetto ideologico convinti che il territorio ha la necessità di avere importanti investimenti con ricadute positive anche in termini di occupazione ma nella consapevolezza che nel nostro comprensorio bisogna considerare solo investimenti sostenibili basati sulla valorizzazione dei beni artistici, storico-culturali e naturalistici puntando quindi sul turismo, agricoltura e florovivaismo senza accantonare l’importante opportunità del grande porto”.

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