Capo d’Orlando: è Maria Rosa Vitanza il nuovo dirigente scolastico del liceo Scibilia

È suonata da circa un mese la prima campanella nei locali del Liceo delle scienze umane di via Consolare Antica a Capo d’Orlando (Me). Ad attendere docenti ed alunni, la neo dirigente scolastica Maria Rosa Vitanza.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di incontrala, proprio dove ogni giorno, trascorre l’intera mattinata: tra i suoi alunni ed i suoi professori. La neo dirigente con estrema disponibilità ci ha rilasciato questa intervista.

Prof.ssa Vitanza, la sua cordialità, professionalità, la sua voglia di fare e le altre sue numerose doti hanno già conquistato il cuore di genitori, insegnati, personale Ata ed alunni. Cosa si aspetta da questo nuovo incarico?

Sono motivata ma al tempo stesso non nascondo di avere anche ansia, quella che in termine medico viene detta “ansia del chirurgo” ossia l’ansia di chi sa di avere un ruolo ed ha la piena consapevolezza di volerlo svolgere al meglio! Anche se è passato poco tempo dal mio insediamento ho già incontrato tutti i docenti, alcune famiglie degli studenti e per questo posso dire di essere certa di poter lavorare bene. Ho anche  attivato degli incontri per formare i docenti; incontri che si svolgeranno per tutto l’anno scolastico perché ai nostri studenti dobbiamo e vogliamo offrire il massimo. Ho chiesto ai genitori, e lo farò ancora nel corso dell’anno scolastico, consigli e/o pareri riguardo l’offerta formativa. Io amo la collaborazione, quella dei genitori, per me è fondamentale. Questo nuovo incarico, dunque, lo svolgerò con la collaborazione di tutti perché la nostra sia una scuola di qualità e sempre attenta alle esigenze dei ragazzi.

Lo Scibilia è un Liceo delle Scienze Umane, giusto? Ci può spiegare che tipologia di scuola è, quali gli obiettivi, le competenze che offre?

Si giusto. Purtroppo questa scuola viene ancora omologata al vecchio Magistrale e quindi non viene considerata un vero e proprio Liceo. È un Liceo, ci tengo a sottolinearlo! Il percorso del nostro Liceo orienta lo studente nelle molteplici dimensioni attraverso le quali la persona si costituisce come soggetto di reciprocità e di relazioni. Quali queste dimensioni? L’esperienza di sé e dell’altro, le relazioni interpersonali, le relazioni educative, le forme di vita sociale e di cura per il bene comune, le forme istituzionali in ambito socio-educativo, le relazioni con il mondo delle identità e dei valori. Come Liceo, posso dire che, ha un indirizzo di studio completo che vede gli alunni impegnati a conoscere e confrontarsi, oltre che con le materie umanistiche (italiano, latino, storia, filosofia, storia dell’arte), scientifiche e sociali (matematica, fisica, scienze naturali, diritto ed economia), ovviamente con quelle specifiche all’indirizzo di studio ossia le scienze umane (pedagogia, sociologia, antropologia e psicologia). Questa scuola, sono fiera di dirlo, promuove una maturazione non solo dal punto di vista scolastico, ma anche dal punto di vista personale: attraverso lo studio dei comportamenti e dei processi mentali degli uomini, infatti, si riesce a comprendere meglio se stessi e le persone che ci circondano, a saper riconoscere i  limiti e le potenzialità. Inoltre, promuove un metodo di studio davvero eccellente che sviluppa anche la creatività. La preparazione maturata, alla fine del percorso di studi quinquennale, permette di affrontare qualsiasi percorso di studi universitari. Il corso approfondisce gli ambiti psico-pedagogico e sociale, sviluppa le competenze relazionali e comunicative spendibili sul lavoro in aree psico-sociali, nel settore dei servizi alla persona, della comunicazione e delle pubbliche relazioni. Io sono davvero orgogliosa che il numero dei ragazzi iscritti va incrementandosi cosi come le persone che man mano ne apprezzano la qualità.

Dirigente, uno dei problemi che maggiormente affligge il sistema educativo è la dispersione scolastica. Lei che viene da una lunghissima esperienza nel mondo della scuola cosa può dirci in merito e quali strategie intende utilizzare?

Si, quello della dispersione scolastica è davvero un gravissimo problema che riguarda la scuola ma al contempo l’intero sistema sociale. Faccio un esempio: oggi si calcola che uno studente delle medie conosca circa 600 parole. Un vocabolario assai ristretto, se si considera che un coetaneo alla mia epoca poteva contare su circa 6mila parole. La mia esperienza mi dice che parlare bene è fondamentale: chi parla male, pensa male. E non c’è campo del sapere e della vita in cui il pensiero non sia indispensabile. Quindi non studiare, o meglio abbandonare gli studi certamente nuoce a tutto il contesto socio-culturale. Ho messo già in campo uno staff di insegnanti per cercare di fronteggiare la dispersione scolastica. E come si fa? Con quali strumenti? Il problema principale è riuscire a intercettare le famiglie. Dietro un ragazzo che abbandona la scuola, c’è una famiglia che non riconosce il valore dell’istruzione. Insegnanti e dirigenti devono rivolgersi ai genitori, prima di tutto, poi viene il lavoro con i ragazzi. Tante sono le tecniche di valorizzazione della personalità e dell’insegnamento per gruppi, molti i metodi, ma cioè che è fondamentale è motivare i ragazzi e guidarli verso la loro formazione globale. La nostra scuola agirà in tal senso. Giorno dopo giorno cercheremo di far crescere negli alunni la passione, la “sana curiosità” non tanto per lo studio quanto per il sapere. Lo faremo anche grazie alle moderne tecnologie. Ho già dotato i miei docenti di pen drive per poter memorizzare materiale utile allo  svolgimento delle lezioni con l’ausilio di Pc e videoproiettori. Abbiamo in programma diverse attività anche al di fuori della scuola, i ragazzi completeranno la loro formazione attraverso un sistema di conoscenza itinerante cioè con tutte quelle iniziative che porteranno ad apprendere fuori dalle mura dell’aula, porremo in essere pertanto tutto ciò che  riterremo utile alla crescita umana, culturale e sociale dei nostri allievi.

Un’ultima domanda. Se qualche famiglia volesse che il proprio figlio sia seguito oltre le ore curriculari mattutine, può trovare, nel Liceo che lei dirige, disponibilità anche in tal senso?

Ovvio che si! L’attività del doposcuola è fondamentale per la crescita didattica dei ragazzi. Per questo, presso il nostro Liceo, tutti gli studenti dalla prima alla quinta, sotto la guida attenta dei loro professori, possono svolgere i compiti assegnati durante le lezioni mattutine e acquisire un metodo di studio personale ed efficace, inoltre con lo sportello didattico e con il sistema di recupero attraverso la Didattica Breve, potranno prontamente superare gli ostacoli incontrati durante il normale percorso di apprendimento ed essere sempre al passo con il resto della classe. E’ anche possibile ottenere la certificazione delle competenze informatiche essendo anche Ei Center EIPASS, titolo spendibile in ambito concorsuale.

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