Furnari (Me): il sindaco interviene sull’interrogazione parlamentare sulla discarica di Mazzarrà

A riguardo dell’interrogazione presentata da 18 deputati appartenenti al Movimento 5 Stelle, che ha avuto un rilevante impatto sulla vicenda concernente la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea (Me), il sindaco di Furnari Mario Foti ha diramato la seguente nota: “Resto sgomento nel leggere, in tale interrogazione due notizie: la prima relativa all’arresto di un Prefetto in carica, la seconda che riguarda ben quattro interrogazioni presentate sull’argomento alle quali, i vari governi nel corso degli anni, non hanno mai dato risposta. Ricordo che come sindaco di Furnari, a differenza dei miei predecessori, ho partecipato a numerose conferenze di servizio e sono stato per molto tempo impegnato, da solo, in questa battaglia denunciando fatti illeciti e complicità di organi dello Stato, ben individuati ed individuabili, sulla scorta di atti e documenti. Ho anche potuto assistere al silenzio delle istituzioni su questo argomento malgrado abbia portato dossier, atti e denunce.

Per fortuna la commissione regionale antimafia, che ha secretato la mia audizione, ha dato seguito alla stessa, così come grande interesse ha mostrato la commissione bicamerale per il ciclo illecito dei rifiuti. Nella vicenda ancheSonia Alfano è intervenuta chiedendo alla commissione nazionale antimafia di avviare una indagine su Mazzarrà Sant’Andrea e sulla società mista TirrenoAmbiente spa. Solo in quel contesto la presidente Rosy Bindi ha chiesto al Prefetto di Messina di avviare l’accesso agli atti al Comune di Mazzarra Sant’Andrea, atto che è stato propedeutico allo scioglimento degli organi elettivi.

Considerate le numerose denunce da me presentate, tale attività d’indagine, che poi ha portato a clamorosi sviluppi, poteva bene essere avviata molto prima anche alla luce di quanto emerso dalla commissione ispettiva istituita dall’ex assessore regionale Nicolò Marino, allontanato dal governo Crocetta e meritatamente cittadino onorario di Furnari. Bene hanno fatto i deputati del Movimento 5 Stelle a ribadire l’ammanco di ben 46 milioni di euro destinati alla sicurezza e alla gestione trentennale post mortem del sito, ma, mentre è avvenuto ciò, ci si domanda come potrà una società mista, che licenzia in violazione di legge e, come denunciato dal sindacato CGIL, i propri dipendenti, gestire tale sito per altri 30 anni. I deputati del su citato Movimento dovrebbero dunque associarsi alle richieste avanzate dal Comune di Furnari, il quale ha più volte chiesto l’escussione delle polizze fideiussorie, che dovrebbero essere in possesso della Prefettura di Messina e della Regione Siciliana.

Questa amministrazione comunale intende andare fino in fondo sulla vicenda e, così come ha consegnato numerosi documenti alla commissione regionale antimafia chiarendone gli aspetti legati agli stessi, sarebbe felice di avviare un incontro costruttivo con i deputati firmatari della interrogazione alla quale potrà fornire, non solo stralci di notizie riportate dai giornali, ma anche documenti su aspetti della vicenda ancora inediti e sconcertanti. Quello in questo momento mi inquieta di più è che malgrado abbia chiesto più volte la rimozione del custode giudiziario, responsabile dell’abbancamento abusivo di una montagna di rifiuti, questa autentica bomba ecologica continua ad essere affidata al medesimo soggetto, al punto che anche i parlamentari pentastellati ne hanno chiesto adesso la sospensione e la sua conseguente sostituzione”.

Rodrigo Foti 

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