Adrano (Ct): traffico di cocaina, 28 arresti

Gli agenti del commissariato di Adrano, nel catanese, hanno sgominato un traffico di cocaina. In manette sono finite 28 persone, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Catania, su richiesta della Dda. L’indagine, denominata “binario morto” ha fatto luce anche sul clan capeggiato da Rosano Pipituni.

Due diversi gruppi criminali nel tempo si erano divisi il mercato della droga nel paese alle falde dell’Etna. Uno dei ventotto indagati era già in carcere per altri reati, mentre gli altri erano liberi. L’attività di spaccio veniva esercitata alla stazione in disuso della ferrovia Circumetnea (da qui il nome dell’operazione) che era diventata una sorta di bazar di eroina e cocaina.

Questa mattina un centinaio di agenti di polizia, decine di volanti ed elicotteri hanno eseguito gli arresti. Un durissimo colpo inferto dagli investigatori all’organizzazione. Dopo indagini accurate con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali e riprese video durate mesi, è stato delineato un business da centinaia di migliaia di euro.

Nel corso dell’operazione, inoltre, sono state sequestrate 6 pistole e 60 mila euro in contanti. Secondo quanto emerso dalle indagini, sul territorio di Adrano operavano due gruppi dediti allo spaccio di droga. Due correnti però correlate e collegate. Una delle due consorterie era gestita da Nicola Mancuso, lo stesso ragazzo il cui nome è balzato agli onori della cronaca per via dell’uccisione della 19enne di Biancavilla, Valentina Salamone e di recente condannato per fatti legati alla droga. Mancuso sarebbe stato il referente di Antonino Santangelo, morto in un incidente stradale lo scorso anno, e ritenuto figlio del presunto boss locale Alfio Santangelo.

Il secondo gruppo, invece, sarebbe stato composto da Giovanni La Rosa e Antonino Zammataro, i presunti referenti della famiglia Rosano-Pipituni, del quale è ritenuto reggente Valerio Rosano, figlio di Vincenzo.

Il denaro che derivava dalla vendita dello stupefacente, doveva servire per il mantenimento dei detenuti in carcere affiliati al clan Santangelo e delle relative famiglie.

Maria Chiara Ferraù

LE FOTO DEGLI ARRESTATI

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