Catania: operazione “Leo 121”, blitz nel fortino della droga

Quarantuno persone indagate. Si è conclusa così l’operazione antidroga “Leo 121” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Catania. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di 41 indagati e analogo provvedimento è stato emesso nei confronti di sei soggetti minori responsabili dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e di detenzione illecita e spaccio di droga, avendo agito con il metodo mafioso per agevolare l’attività di un gruppo mafioso, probabilmente riconducibile a quello dei Nizza, contrapposto, per il controllo della gestione di tela attività illecita, a quello dei Mirabile, gruppi entrambi formalmente inseriti nel clan Santapaola.

Centro e base logistica dell’attività di spaccio era in via Capo Passero nei pressi del numero civico 121, da qui il nome dell’operazione. Gli indagati avevano creato una redditizia piazza di spaccio grazie anche alla conformazione urbanistica della via che si estende tra due file di palazzine ininterrotte ubicate l’una di fronte all’altra, con molteplici vie di fuga e possibili luoghi di occultamento di qualsiasi oggetto o sostanza.

Tra i promotori del sodalizio Alessandro Ponzo ucciso in via Capo Passero il cinque maggio del 2012 e genero del pregiudicato Marco Battaglia. Le indagini, svolte dai carabinieri della compagnia Fontanarossa dal gennaio al novembre 2012, arricchite di un contributo proveniente dall’esito di alcune attività delegate da questa Dda, nell’ambito di altro procedimento, alla squadra mobile della questura di Catania, hanno consentito di ricostruire dettagliatamente l’articolata organizzazione che gestiva una fiorente attività di traffico e vendita di cocaina e marijuana i cui proventi, in parte, erano destinati anche al sostentamento degli affiliati già detenuti.

Nel corso dell’indagine sono state documentate, con 44 arresti in flagranza di reato ed il sequestro di diversi quantitativi di droga e denaro, le dinamiche criminali che regolavano le condotte illecite del gruppo, con particolare riferimento alla metodica organizzazione della “piazza” all’amministrazione della cassa comune, alle procedure di approvvigionamento e cessione degli stupefacenti, a quelle di controllo e bonifica del territorio, oltre che di reclutamento per lo spaccio, alle modalità dei turni di vendita al dettaglio, regolate da responsabili di settore suddivisi in fasce orarie, a loro volta coordinati da soggetti di vertice, nonché il collegamento con la criminalità di stampo mafioso. Ogni giorno il sodalizio realizzava proventi dai 15.000 ai 20.000 euro.

Nell’ambito della stessa operazione sono stati sequestrati, su provvedimento emesso dal Gip di Catania, sei autovetture e quattro scooter di grossa cilindrata utilizzati dagli indagati per compiere le attività delittuose. Quaranta i provvedimenti eseguiti, mentre sono ancora sette i soggetti ricercati. Nel corso dell’operazione sono state arrestate due persone in flagranza di reato per evasione degli arresti domiciliari e detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa e sono stati sequestrati 6 mila euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività illecita di spaccio.

Maria Chiara Ferraù

 

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