Catania: convegno sulla santa cavalleria cristiana oggi

Il palazzo Platamone a Catania ha ospitato il convegno di studio sulla “santa cavalleria cristiana oggi”. Il programma ha previsto la presentazione del prioratus congregatio miles Christi templi a cura del SAE gran priore cavaliere Carmelo GIuffrida che è stato anche il moderatore del convegno.

Non sono mancati anche il sindaco e alcuni amministratori comunali. L’assessore Alessandro Porto ha evidenziato come il governo della città catanese sia molto vicino al terzo settore e ha espresso piena solidarietà al momento culturale ritenuto di altissimo livello

“Le origini cristiane dell’ordine del tempio” sono state commentate da  S.A.E. Nob.mo Cav. Prof. Danilo Riccioli – Eques Magnae Crucis Iustitiae – Magnus Magister – Supernus Ordo Equester Templi – Poveri Cavalieri di Cristo – noto Astrofisico e Docente di Matematica e Fisica. E non è mancato, nel suo discorso, il riferimento alla Cavalleria Siciliana. Le sue precisazioni hanno posto in evidenza gli effetti simbolici che legano il “San Giorgio” siciliano (riferendosi al patrono di Modica) alla cultura Araba e denotando come anche a Catania la Cavalleria Religiosa ebbe, nel Medioevo, un punto di riferimento importantissimo nel porto, nella dominazione Araba e Normanna, nella presenza delle Giudecche maggiore e minore ebraiche ubicate tra la Pescheria e la “Fiera”.

Altrettanto seguito l’intervento del Reggino calabrese , Nob.mo Cav. Giovanni Condemi, Presidente dell’ Ordine dei Cavalieri di San Giorgio, presente insieme al Cav. Giovanni Briganti , che ha spiegato i termini della “Fratellanza oggi e il suo valore” , in una società che ne ha dimenticato i valori morali ed etici. Dopo un break di pochi minuti, l’attenzione è stata polarizzata da S.A.E. Nob.mo Cav. Dott. Carmelo Giuffrida – Gran Priore Prioratus Congregatio Miles Christi Templi – con una specifica spiegazione sul “Codex Ombra: Codice di obbedienza militare dei Milites Templi secondo il Modus est Ordinis Nostri”.

In diversi punti chiave, sono stati “svelati” simboli, segni, comportamenti, modi di fare e del dire in uso ai Cavalieri e che, spesso, sono sconosciuti anche agli addentrati della Cavalleria.

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