Tortorici (Me): la festa di San Sebastiano tra tradizione e devozione

Si è conclusa a Tortorici, centro nebroideo in provincia di Messina, la prima parte della festa di gennaio dedicata al patrono San Sebastiano. Nel tardo pomeriggio di ieri domenica 20 gennaio il pesante fercolo è stato accompagnato, al termine della questua che ha attraversato le vie del paese, nella centrale chiesa di San Nicolò dove resterà fino alla prossima domenica, giorno dell’ottava.

La festa di San Sebastiano, molto sentita nel centro nebroideo e in grado di attirare visitatori da ogni parte della Sicilia, è sempre molto partecipata. Quest’anno, come al solito, dopo la sfilata del Senato e la consegna delle chiavi della città al Santo patrono, è iniziata la messa cantata alle 11.00, presieduta dal vescovo di Patti, Guglielmo Giombanco.

“Dovete seguire l’esempio di San Sebastiano – ha ricordato il vescovo nella sua omelia – e sulle sue orme essere sempre buoni cristiani”. Non potevano mancare parole di ricordo anche per la giovanissima Chiara Foti Randazzese che lo scorso anno, proprio il 20 gennaio, perse la vita in un terribile incidente stradale sul viadotto oricense.

Al termine della messa i nudi, fedeli vestiti di bianco e a piedi scalzi, hanno portato in spalla la vara di San Sebastiano e una volta giunti al fiume Calagni, come tradizione, è stato recitato il Te Deum. Qui si ricorda il miracolo del ritrovamento della campana e anche un’antica leggenda che vuole che fu proprio in quel punto che due viandanti che avevano trafugato delle reliquie di San Sebastiano a Roma non riuscivano più ad andare avanti e poterono proseguire il cammino non appena consegnarono le reliquie del Santo al parroco del centro nebroideo.

Fra strette viuzze, salite ripide, al grido incessante di “Grazi, San Bastianu, grà”, i nudi hanno portato il fercolo del loro Santo patrono per le vie del paese, accompagnati dal suono della banda locale e della fanfara dei bersaglieri sezione Castroreale-Barcellona Pozzo di Gotto. Al rientro della vara nella centrale chiesa di San Nicolò, intorno alle 19.00, è stata poi celebrata la messa. Da qui i nudi prenderanno nuovamente il pesante fercolo con le reliquie e la statua del Santo giorno 27 gennaio per riportarlo nella chiesa madre.

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