Catania: in scena “Come si rapina una banca”

La divertente commedia “Come si rapina una banca” proposta dall’associazione culturale Woodstock, diretta da Donata Indaco, sarà in scena al teatro Fellini di Catania sabato 23 e domenica 24 aprile prossimi con la regia di Giovanni Puglisi. In scena anche il soprano Cosetta Gigli.

Miseria ed emarginazione rappresentano, purtroppo, temi di strettissima attualità. Le moderne società si basano su equilibri sempre più precari in cui il gap tra ricchi e poveri si allarga ogni giorno di più. Provare a sbarcare il lunario in maniera più o meno legale diviene troppo spesso una vera e propria necessità. La pièce di Samy Fayad “Come si rapina una banca”, che l’associazione culturale Woodstock, diretta da Donata Indaco, proporrà sabato con doppio spettacolo alle ore 17.30 e 21.15 e domenica alle ore 17.15 sul palcoscenico del teatro Fellini di Catania, ben delinea un prototipo di contesto sociale che, ad ogni piè sospinto, le cronache quotidiane propongono. Con la regia di Giovanni Puglisi e con la partecipazione del noto soprano Cosetta Gigli, il sodalizio artistico etneo presenterà uno spaccato dell’odierna società che, tra una risata e l’altra, riuscirà a suscitare nelle spettatore più di uno spunto di profonda riflessione.

E’ la modesta ed umile famiglia Capece la protagonista della messinscena: un nucleo domestico che vive in una delle periferie dimenticate del nostro tempo e che nella vita ha visto svanire sogni, progetti, obiettivi. Una squallida baracca è la cornice in cui si svolge la “sopravvivenza” di Agostino, improvvisato e poco credibile inventore interpretato dallo stesso regista Puglisi, della moglie Gina (Francesca Barresi), donna molto concreta impegnata a fare quadrare i conti, di nonno Gaspare (Gianni Sciuto), forse papà di Agostino, ed ancora dei figli Tonino (Antonio Parisi), disoccupato e un po’ tonto, e di Giuliana (Alba La Rosa), incinta e senza marito. “Alla povera gente è stato messo in mano un metro truccato, misura novanta centimetri invece di cento…” è la nota frase proferita da Agostino e che racchiude la consapevolezza dello status dei diseredati. 

La voglia di riscatto si focalizza su un piano criminoso, “disturbato”, ma soltanto in apparenza, dall’improvviso apparire sulla scena dell’incontenibile vedova Altavilla (Cosetta Gigli), anziana un po’ svampita: rapinare una banca, gestita dal direttore interpretato da Tino Mazzaglia. Tra equivoci e gags il folle piano, ritenuto risolutivo dai maldestri ed improvvisati delinquenti, alla resa dei conti naufraga miseramente. Per fortuna della famiglia Capece, quella tranquillità economica e quella serenità d’animo tanto agognate arrivano attraverso un diverso percorso, quello che premia gli uomini retti ed onesti. Sulla scena anche Toti Finocchiaro, nei panni di un postino.

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