San Pietro Clarenza (Ct): rifiuti, in manette il sindaco, i particolari dell’operazione

Il sindaco del comune di San Pietro Clarenza, centro in provincia di Catania, è stato arrestato questa mattina dagli agenti della guardia di finanza di Catania insieme ad altre tre persone (due ai domiciliari e due in carcere). Gli indagati devono rispondere di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti per fatti attinenti alla procedura di gara.

Nel mirino l’affidamento del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti nel comune del catanese. Le manette sono scattate ai polsi di: Giuseppe Bandieramonte, sindaco al secondo mandato elettorale; Angelo La Piana, amministratore della Progitec srl esercente l’attività di raccolta di rifiuti solidi non pericolosi con sede a Castel di Iudica, società aggiudicatrice della gara.

L’azienda è indagata per responsabilità amministrativa degli enti. La misura degli arresti domiciliari, invece, è stata disposta nei confronti di Michele Faro, 61 anni, responsabile dell’ufficio igiene e manutenzione e del servizio rifiuti solidi urbani del comune di San Pietro Clarenza nonché responsabile unico dei procedimenti ammiinstrativi oggetto di corruzione e turbativa; Silvio Calandrino, 40 anni, dipendente della Progitec, di fatto impiegato al comune fino alla fine dell’ottobre 2018 come collaboratore di Faro.

L’investigazione, condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria di Catania e coordinata dalla procura distrettuale, denominata “Differenziata” in ragione del trattamento di favoritismo riservato dal sindaco alla Progitec nell’assegnazione delle gare d’appalto, ha svelato l’esistenza di un articolato circuito corruttivo che ha visto il fluire di svariate utilità a beneficio dei pubblici ufficiali corrotti.

Inoltre, nel corso delle indagini, è emerso che venivano fatte delle assunzioni ad hoc nella Progitec su indicazione del sindaco Bandieramonte, tra cui anche la sua attuale compagna. E, ancora sponsorizzazioni della Progitec di eventi sportivi organizzati da associazioni promosse da familiari del sindaco. Ma non è tutto. Risulta il pagamento di stipendi per circa 50 mila euro all’anno a favore della compagna del sindaco per attività lavorativa presso la Progitec. Un lavoro in realtà mai svolto effettivamente.

Tra gli eventi sponsorizzati dalla Progitec, anche il circuito di 11 gare di atletica organizzate nel 2018 in varie località della provincia di Catania, dal centro storico di Catania a Misterbianco passando per Trecastagni, Catania Civita, San Pietro Clarenza, Pasteria, Militello in Val di Catania, Stadio Cibali di Catania, Randazzo, PIedimonte Etne e Paternò e la Progitec challeng 2018 promosso da associazioni sportive riconducibili alla cerchia familiare del sindaco Bandieramonte.

L’investigazione degli specialisti delle fiamme gialle etnee ha tratto spunto da alcune denunce presentate da dipendenti del comune di San Pietro Clarenza con cui si segnalavano anomalie nella gestione del denaro pubblico, nonché i poco chiari rapporti esistenti tra il sindaco e gli amministratori della Progitec.

Intercettazioni, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, hanno portato alla luce un meccanismo di corruzione allarmante per la sistematicità e la diffusione delle condotte lesive della cosa pubblica, caratterizzato da rapporti professionali tra sindaco e societàà privata, non improntati ai canoni dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma da un’evidente svendita dei poteri discrezionali piegati all’esclusivo conseguimento di profitti personali illeciti.

Le meticolose indagini condotte dai finanzieri di Catania, avviate nel luglio del 2018, hanno riguardato gli affidamenti operati dall’amministrazione comunale di San Pietro Clarenza alla Progitec Srl, già denominata Progitec di Lapiana, pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro a partire dal 2014.

I flussi di denaro pubblico attengono agli affidamenti alla srl assicurati dal sindaco Bandieramonte mediante ordinanze sindacali contingibili e urgenti ad oggetto il servizio di raccolta e trasporto rsu e altri servizi non necessariamente attinenti a quest’ultimo, quali quelli della pulizia interna ai locali del municipio, pulizia tombini, impiantistica e spazio verde, pulizia scuole, servizi di approntamento seggi elettorali, bonifica micro discariche e diserba mento.

In questo contesto investigativo i finanzieri hanno esaminato a fondo la procedura amministrativa e di affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani alla Progitec avviata dall’amministrazione comunale, nel dicembre del 2014, a seguito della disdetta del precedente appalto con Mosema spa.

In quel periodo al comune di San Pietro Clarenza arrivavano le manifestazioni di interesse all’immediata esecuzione del servizio di spazzamento da parte della Progitec e della Tech servizi srl di Floridia, nel siracusano. Il responsabile del procedimento, il geometra Michele Faro interessava anche il consorzio Prosat di Priolo Gargallo. La Profitec formulava l’offerta tecnica economica per l’esecuzione del servizio con un onere mensile di 58 mila euro + Iva, mentre il consorzio Prosat un prezzo di 67 mila euro più iva. Così il servizio, con ordinanza sindacale numero 15 del 29 gennaio del 2015, il sindaco Bandieramonte aveva affidato alla Progitec di Lapiana Angelo il servizio pubblico per il periodo dal primo febbraio 2015 al 31 marzo del 2015.

Tra gli elementi che hanno indotto gli investigatori e l’Autorità giudiziaria a ritenere che la gara pubblica in questione fosse stata pilotata, la riconducibilità delle due imprese concorrenti alla vincitrice dell’affidamento. Il consorzio citato Prosat ha la sede legale coincidente con una società cooperativa il cui rappresentante legale è Angelo Lapiana che risulta ricoprire  il ruolo di membro del consiglio direttivo del consorzio Prosat dal febbraio del 2013.

Per quanto riguarda, invece, la Tech servizi srl, questa risulta essere partner della Progitec in svariati affidamenti pubblici del servizio RSU come emerso anche dalle intercettazioni telefoniche. Tra gennaio del 2015 e il 31 ottobre del 2018, la Progitec manteneva l’affidamento in proroga del servizio in questione per  un totale di 3 milioni di euro comprensivi di Iva. La norma prevede che il sindaco, qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, può omettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente. Le ordinanze hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi e non possono essere reiterate più di due volte.

A partire dal novembre del 2018 il servizio RSU risulta svolto dalla stessa Progitec in ragione del nuovo contratto di appalto stipulato cno l’Aro, ambito di raccolta ottimale, San Pietro Clarenza-Camporotondo etneo.

Ulteriore gara oggetto di accertamenti economico-finanziari e ritenuta turbata dagli indagati è l’affidamento di lavori di rimozione micro discariche e scerba mento del territorio comunale di San Pietro Clarenza deliberato a giugno del 2015 a favore della Progitec per un importo di oltre 30 mila euro più Iva.

Il servizio era stato effettuato s eguito di aggiudicazione con trattativa privata, curata dal responsabile dell’ufficio igiene e sanità, geometra Michele Faro, attraverso la preliminare consultazione di 5 ditte delle quali tre presentavano un’offerta economica.

Oltre all’impresa vincente Progitec figuravano la Technoproject srl con sede in San Pietro Clarenza presso il luogo di residenza della compagna del sindaco e amministrata dal cognato di Lapiana e la società cooperativa Le ali della vita nota alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento di alcuni suoi membri in fatti di criminalità organizzata.

L’attività investigativa descritta ha interessato un settore economico, quello degli appalti per la gestione dei rifiuti, connotato dall’erogazione di rilevanti fondi pubblici, disvelando un collaudato sistema corruttivo che ha favorito imprenditori e pubblici funzionari infedeli con grave lesione di principi fondamentali per il nostro ordinamento  quali la tutela della libera concorrenza e del mercato e conseguente danno per gli imprenditori onesti che operano nel rispetto della legge.

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