Tangenti al Cas, otto persone arrestate a Messina

Appalti truccati al consorzio autostrade siciliane. Sono al centro dell’inchiesta della Dia di Messina che ha portato questa mattina all’arresto di otto persone che sono state condotte ai domiciliari. Si tratta dei fratelli Giacomo e Antonino Giordano, 43 e 36 anni, Ettore Filippi, 72 anni; Francesco Duca, 46 anni; Letterio Frisone, 61 anni; Rossella Venuto, 43 anni; Giuseppe Iacolino, 32 anni e al funzionario  Filadelfio Scorza, 55 anni. Disposto anche il sequestro preventivo dei beni di Letterio Frisone fino ad un massimo di 100 mila euro.

Le accuse vanno dalla turbata libertà degli incanti alla corruzione. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina, Maria Luisa Materia, ha firmato le otto ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e due misure interdittive nei confronti di altrettante imprese per la durata di due mesi.

L’indagine, coordinata dal procuratore Guido Lo Forte e dall’aggiunto Sebastiano Ardita, ha fatto emergere un sistema di tangenti sulle gare dei lavori sulle autostrade siciliane. Al centro dell’inchiesta un appalto da oltre 8 milioni di euro truccato a tavolino. La gara era stata vinta inizialmente da una ditta in odor di mafia e poi l’appalto era stato revocato nel 2013, affidato in somma urgenza per un breve periodo e alla fine “sistemato” con l’accordo tra un manipolo di imprenditori e un dirigente del Cas.

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