Tortorici (Me): dipendenti a rischio disposti a rinunciare a qualche mensilità

Per salvare il loro posto di lavoro sono disposti a rinunciare agli arretrati contrattuali che gli spettano. Una decisione sicuramente sofferta quella dei dipendenti comunali di Tortorici che si sono riuniti in assemblea nei giorni scorsi per discutere della delicata questione dei loro posti di lavoro.

L’amministrazione ha ricorso al prestito del fondo di rotazione di 415 mila euro e per questo dovrà ridurre la pianta organica a 47 dipendenti. In più, altri 26 posti dovrebbero essere soppressi in pianta organica. Adesso i lavoratori, riunitisi in un’assemblea convocata dalle rappresentanze sindacali unitarie alla presenza delle segreterie provinciali delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, chiedono all’amministrazione di rimodulare il piano di riequilibrio finanziario decennale entro il termine perentorio del 19 ottobre e rinunciare all’accesso del fondo di rotazione restituendo il prestito di 415 mila euro.

A rischiare il licenziamento, dunque, sono 26 lavoratori di ruolo. Invece, per 61 precari che da anni sono in servizio presso il Comune di Tortorici, si chiude ogni ipotesi di stabilizzazione e di continuazione lavorativa. I lavoratori che si sono riuniti in un’assemblea convocata dalle rappresentanze sindacali unitarie alla presenza delle segreterie provinciali delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, hanno manifestato contrarietà a questa ipotesi. “E’ richiesto un sacrificio pesantissimo in termini di costi sociali che i cittadini di Tortorici – si legge in un documento unitario inviato al sindaco di Tortorici, alla Giunta, all’intero consiglio comunale e al segretario – non possono sopportare. Oltre il danno la beffa. Questo il grido di dolore dei lavoratori comunali di Tortorici”.

Con il licenziamento dei lavoratori si preannuncia una situazione preoccupante non solo per chi rischia di perdere il proprio posto, ma anche per tutti gli utenti che avranno più difficoltà a fruire dei servizi gestiti in autonomia dall’amministrazione comunale. La perdita di quasi 100 posti di lavoro, prosegue la lettera, “comporterà gravi ripercussioni alle famiglie dei lavoratori e all’economia cittadina. Oltre al danno poi anche la beffa perché i cittadini da un lato pagheranno un ulteriore costo in termini di aumento dei tributi locali in ragione del Piano di risanamento finanziario decennale voluto dall’amministrazione e che adesso dovranno rinunciare anche ai servizi resi dai lavoratori”.

Dipendenti e sindacati si chiedono come il comune di Tortorici potrà garantire i servizi attualmente gestiti in autonomia, come gli acquedotti con circa 120 km di rete e 21 serbatoi idrici, la raccolta differenziata nel centro e nelle borgate, gli 80 km di fognature, la manutenzione di circa 100 km di strade, il trasporto alunni, nonché la manutenzione dei 14 edifici scolastici, dei tre impianti di depurazione delle acque reflue e i servizi cimiteriali, compresa l’illuminazione votiva, la cura e la manutenzione del verde pubblico e degli edifici comunali e tanti altri servizi.

“I lavoratori – si legge in una comunicazione protocollata al Comune di Tortorici – auspicano un atteggiamento di apertura da parte dell’amministrazione. In caso contrario i lavoratori e le organizzazioni sindacali assumeranno altre e, se necessarie, più incisive iniziative di lotta, in difesa del loro posto di lavoro”.

Maria Chiara Ferraù

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