Questo l’annuncio del presidente Santi Maria Cascone in merito al provvedimento nazionale che destina alla Sicilia 4milioni e 700mila euro per gli interventi di prevenzione antisismica su edifici pubblici e privati. “L’Ordinanza offre alla comunità la possibilità di richiedere contributi economici per la messa in sicurezza delle nostre abitazioni – ha continuato Cascone – i fondi disponibili sono esigui ma occorre far pervenire molte istanze, affinché si palesi la consapevolezza di un urgente bisogno nel territorio etneo di azioni e risorse economiche”.

Un messaggio trasmesso nell’ambito del convegno su “Rischio sismico e prevenzione” che si è svolto ieri pomeriggio (18 dicembre) nella sede dell’Ordine, e a cui sono intervenute numerose autorità istituzionali della città e della provincia catanese, tra cui gli assessori comunali all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, rispettivamente Salvo Di Salvo e Luigi Bosco, e il dirigente dell’Unità operativa del Dipartimento regionale della Protezione Civile Alfio Cannizzo, il quale ha illustrato le modalità di presentazione delle domande e le tipologie di intervento per gli edifici privati.

Inoltre hanno preso la parola: il presidente della Fondazione Ingegneri Aldo Abate – che ha comunicato «l’inizio di un percorso formativo per i colleghi, con il contributo della Protezione Civile e di esperti del settore» – il vicepresidente dell’Ordine etneo degli Architetti Alessandro Amaro, Giuseppe Piana per l’Ance Catania, e il tesoriere degli Ingegneri Alfio Grassi. Ha coordinato i lavori Giuseppe Marano, delegato dell’Ordine alla Commissione Strutture, Geotecnica e Protezione Civile.

“I fondi previsti dall’Ordinanza, tradotti in termini concreti, significherebbero la messa in sicurezza di soli 160 alloggi in tutta la Sicilia. Si tratta di una goccia d’acqua, è ovvio che ciò non basta, ma da qui bisogna partire per prepararci a interventi più massicci – ha affermato l’assessore Bosco – l’Ordinanza viene ripetuta annualmente ma Catania ha necessità di una legge speciale e di un’attenzione a livello nazionale. Il capoluogo etneo è, a livello europeo, la città che rischia maggiormente, si parla di 180mila morti in caso di forte terremoto. E ciò è dovuto a tre motivi: siamo nella fascia di ritorno dei grandi terremoti, che a Catania va dai 300 ai 500 anni, e abbiamo già superato i 320 anni; la maggior parte dell’edificato catanese è stato realizzato durante gli anni ’60 e ’70 e quindi prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche, avvenuta nel 1982; infine, il rischio vulcanico dato dalla presenza dell’Etna”.

Ha ribadito l’urgenza di un decreto speciale per Catania anche l’assessore Di Salvo, sottolineando che «la manifesta sensibilità dell’attuale Amministrazione al rischio sismico, e l’importanza di iniziative come quelle avviate all’interno del Comune e dagli Ingegneri per informare i cittadini».

Un appello corale, espresso e avvalorato da tutte le categorie professionali coinvolte nel settore, è inoltre lo snellimento degli iter burocratici: “I fondi dell’ordinanza 2012, ad esempio, non sono ancora stati distribuiti a causa di una macchina amministrativa farraginosa – ha detto il tesoriere Grassi – questo potrebbe implicare un clima di scoraggiamento tra i cittadini. Non bisogna tralasciare quindi anche questo aspetto così importante”.  

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