Valderice (Tp): il giallo di Gianvito Galia Si infittisce la trama della storia legata a Gianvito Galia, 44 anni, ex agente di polizia, arrestato martedì scorso per aver tentato di uccidere un collega della squadra mobile. Galia si è impiccato nel carcere di Trapani. Secondo gli investigatori potrebbe esserci un nesso tra il poliziotto e l’omicidio di Maria Milana, 54 anni, pensionata e madre di due figlie di 22 e 16 anni, trovata morta nella sua villetta di Valderice in provincia di Trapani, il 2 ottobre scorso. I proiettili esplosi contro il poliziotto della squadra mobile e quelli che hanno ucciso la donna sarebbero dello stesso tipo.
Galia era uscito dal carcere da circa un anno. Questo grazie all’indulto e alla buona condotta. L’uomo era stato condannato a 24 anni di reclusione per aver ucciso nel 990 Andrea Romano,m uno studente di 17 anni che riteneva essere l’amante della moglie. Martedì scorso agenti della squadrea mobile erano andati in casa del loro ex collega per eseguire una perquisizione. Poi hanno anche ispezionato la sua automobile. Galia aveva aperto la macchina ma aveva anche estratto una pistola, che teneva sotto il sedile, e ha iniziato a fare fuoco, mancando il collega.
Subito sono scattate le manette e in carcere si è suicidato.
Gli investigatori stanno ancora analizzando le ragioni del gesto, ritenuto sproporzionato, tenendo conto che la detenzione della pistola è un reato grave, ma non tanto da giustificare un omicidio per una fuga. Quindi è stata avanzata l’ipotesi che l’arma fosse stata utilizzata per commettere un altro reato: probabilmente quello della signora Milana.
La donna è stata trovata vestita e riversa in camera da letto nella sua casa ai confini tra Valderice e Custonaci. Il cadavere è stato scoperto dai carabinieri dopo l’allarme lanciaso da una delle due figlie della donna. Non sono stati trovati segni di effrazioni al cancello e né alla porta di ingresso, mentre è stato trovato un mazzo di chiavi nella serratura interna del cancello.
Dopo il delitto sono stati interrogati la figlia e il genero per ore.
Ma la storia di Gianvito Galia è legata ad un altro fatto di criminalità. Nel 1997 l’ex poliziotto aveva testimoniato nei processi per gli omicidi della banda della “Uno bianca” e a quello contro Eva Mikula, compagna di Fabio Savi, accusata di concorso nell’omicidio del bancario Ubaldo Paci. L’ex agente avrebbe raccolto, quando era detenuto, le confidenze di Alberto Savi, fratello di Fabio, anche lui ex poliziotto, condannato all’ergastolo perché ritenuto uno dei killer e rapinatori della banda che terrorizzò l’Emilia Romagna.
Chiara Ferraù
19 / 10 / 2008
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