Trasporti: da domani aumenti di biglietti e aumenti ferroviari Scatterà domani, uno luglio, l’aumento dei prezzi di biglietti ed abbonamenti ferroviari. Significa che i pendolari, in media, pagheranno il 5% in più. Ma se i costi aumentan, il servizio non migliora: i treni sono sempre vecchi, obsoleti, le porte spesso sono guaste, gli impianti di climatizzazione sono carenti, i vagoni sono sporchi.
Il Presidente Comitato Pendolari Sicilia, Patto Pendolari Italiani, Giacomo Fazio, esprime amarezza e rabbia e lo fa con parole dure. Ha scritto al presidente della regione sicilana, Raffaele Lombardo; all’assessore Pietro Carmelo Russo e ha chiesto aiuto ai politici. “Il 22 giugno – scrive Fazio – Rfi ha presentato il piano industriale. Cosa riserva per la Sicilia? Soltanto il 2% di una torta di 27 milioni di euro. Le solite briciole! E Noi che speravamo in un immediato rilancio del settore infrastrutture in Sicilia, dopo i proclami di Ministri e Politici vari….E’ chiaro che il rischio per il trasporto di lunga percorrenza e per il servizio notte di scomparire è sempre più reale. Con tutto quello che ne consegue. Soprattutto in termini occupazionali. Dove andrebbero a finire tutti questi preziosi lavoratori? Dove? Ma a qualcuno importa? Tagli ai traghetti, tagli alle officine, stazioni chiuse.
Entro il 2015 i treni ad alta velocità percorreranno la tratta Roma-Milano in 2ore e 20!!! Previsto il raggiungimento di 360 Km/h. Che notizia!!! E la Sicilia? Ricordiamo che ancora oggi per andare da Palermo a Catania occorrono, nella migliore delle ipotesi, 4 ore e mezza… Il gap aumenta, altro che … Meno male che la nostra politica dichiarava che stava lavorando per colmare il gap con il resto d’Italia?
Colmare? Ormai ci allontaniamo sempre più, altroché… Sicilia con solo il 2% di doppio binario elettrificato, altro che alta velocità. Noi non l’abbiamo mai chiesta. Abbiamo chiesto un servizio a misura d’uomo. Non siamo certo contro il Nord Italia. Anzi. Ma dove va l’Italia senza di Noi?
Questo Paese si deve salvare con la coesione nazionale. Anche delle infrastrutture. Ancora una volta ci chiediamo dov’è la nostra politica regionale? Dove? Dov’è quando Trenitalia aumenta le tariffe, dov’è quando i pendolari soffrono ritardi e soppressioni e disservizi vari? Dov’è? La cecità nel capire che i servizi pubblici sono la manna per ripartire è cronica, purtroppo. Perché ci crediamo solo noi? Perché?
Il nostro timore è che la nostre risposte risultino per l’ennesima volta un buco nell’acqua….”
30 / 06 / 2011
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