Tortorici(Me): unione allevatori contro proposta istituto zooprofilattico di Teramo
Il piano di vaccinazione contro la brucellosi in Sicilia, predisposto dall’istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ed inviato all’unione Europea, secondo l’unione allevatori di Sicilia, è da rifare. Il piano contestato prevede l’utilizzo sui capi di bestiame del vaccino Buck 19. Secondo l’istituto zooprofilattico di Teramo, infatti, eventuali interventi con il vaccino Rev1 e RB51 non sarebbero giustificati, in relazione alle scarse informazioni disponibili sui biotipi di brucella responsabili dell’infezione nelle aree della Sicilia.
“In pratica – dichiara il presidente dell’unione allevatori Sicilia, Carmelo Rizzo Nervo – viene ribaltato quanto si è discusso fino ad ora nelle sedi ufficiali”. In queste si era definito un percorso che avrebbe portato alla vaccinazione dell’intero patrimonio bovino siciliano con l’utilizzo del vaccino RB 51.
Adesso dall’istituto di Teramo arriva la notizia che sarà somministrato il vaccino Buck 19 e non l’RB 51. Decisione contestata dall’unione allevatori Sicilia. “I pochi ceppi di brucella isolati in Sicilia tra il 2001 e il 2007 – afferma Rizzo Nervo – sono nella stragrande maggioranza del tipo Brucella abortus, sulla quale è efficace il vaccino RB 51”.
Secondo l’associazione siciliana è opportuno redigere un piano incisivo che dia certezze imprenditoriali agli allevatori dell’isola, capacità competitiva in termini di qualità dei prodotti e di reddito assicurato. È necessario, secondo l’unione allevatori di Sicilia, un intervento sanitario che non sia solo repressivo e burocratico, ma di sostegno alle attività di prevenzione, assistenza sanitaria e crescita della qualità della zootecnia siciliana.
28 / 03 / 2008
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