Tindari (Me): chiusura da oscar al teatro greco con Piovani
UNa notte incantata ha concluso la rassegna “Arte a Tindari 2010”. Sul palco del suggestivo teatro greco del Tindari, nel messinese, Nicola Piovani ha regalato, in apertura del suo concerto (unica tappa siciliana) un rondò per pianoforte solo, scritto per la poesia di Pier Paolo Pasolini “Poeta delle ceneri” ed è subito incanto per il numeroso pubblico che ha riempito il teatro. Poi entra la piccola orchestra del premio Oscar: percussioni, fiati, violoncello e contrabbasso ed il concerto entra nel vivo. Piovani esegue per il pubblico messinese i suoi brani composti per i grandi film d’autore: da “IL pianino delle meraviglie” a “La stanza del figlio”, da “La messa è finita” a “La vita è bella”, meraviglioso film di Roberto Benigni che ha conquistato tre oscar, fra cui uno per la migliore colonna sonora. Non si risparmia il maestro romano che nella sua carriera ha collaborato con i più grandi registi italiani come i fratelli Taviani, Benigni, Moretti, Monicelli, Tornatore e Fellini.
Nell’ora e mezza di spettacolo concerto Piovani ha regalato anche “Non al denaro, non all’amore nè al cielo”, la sua suite composta per Fabrizio De Andrè, un poeta unico – dichiara “che appartiene alla stirpe dei grandi”. E poi Piovani entra anche in empatia con gli spettatori, li accompagna alla riscoperta del significato dei grandi classici, dei miti greci musicati da lui “la cui straordinaria forza – sottolinea – risiede nell’incredibile attualità”: da Icaro che non seguì i consigli del padre e morì per la voglia di volare troppo vicino al sole, a Narciso che, innamorato di se stesso e incapace di vedere il prossimo in altra veste se non in quella di adulatore, finirà per morire affogando nel fiume dove era caduto per baciare la sua stessa immagine. Piovani esegue anche la colonna sonora di Annozero, scritta per la trasmissione Rai di Michele Santoro e ancora quella del film francese “le code a changè”, che uscirà in Italia il prossimo autunno.
L’epilogo è de “La voce della luna”, l’ultimo capolavoro di Fellini. Fra gli spettatori d’eccezione dell’ultimo appuntamento di Arte a Tindari, anche la luna, quasi piena, che dall’alto si è goduta, anche lei, le meravigliose note di Piovani e della sua orchestra. Per quattro volte Piovani saluta il pubblico e per altrettante è quasi “costretto” da applausi che non accennano a diminuire, a suonare. Alla fine ringrazia dicendo: “qualcuno ha detto che quello che non passa in televisione non esiste, se è così vi ringrazio per queste due ore di straordinaria inesistenza”. Ma a ringraziare è stato il pubblico caloroso che è stato avvolto dalle sonorità della musica di Piovani in una serata magica al teatro antico del Tindari.
portale di Maria Chiara Ferraù (EDSIC)
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