Termini (Pa): chiusura Fiat, la proposta della Fiom Occupazione della fabbrica e sciopero a oltranza. E' la proposta che il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone, fa a Fim e Uilm "come risposta all'arroganza dell'ad Sergio Marchionne e alla decisione della Fiat di non produrre più auto nella fabbrica siciliana a partire dal 2012". Per la Fiom "Marchione merita una reazione durissima". "Gli operai non possono continuare a lavorare sapendo che tra due anno finisce tutto, considerato che la
Fiat è irremovibile - dice Mastrosimone - a questo punto la risposta deve essere immediata e senza ambiguità, bisogna occupare la fabbrica bloccare a oltranza la produzione e rimpossessarsi dello stabilimento, che appartiene ai siciliani". Mastrosimone aggiunge: "vogliamo condividere questa posizione con la Fim e Uilm, perchéé necessaria la massima unità in una fase così drammatica per il futuro della fabbrica".
La Fiom "esprime un giudizio complessivamente negativo sul piano industriale presentato dalla Fiat a Palazzo Chigi, poiché tale piano è costruito a partire dalla chiusura dello stabilimento auto di Termini Imeresé. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini. 'Per quanto riguarda lo stabilimento auto di Pomigliano D'Arco - continua Rinaldini - pur apprezzando la scelta di insediare" la produzione della nuova Panda, "va detto che, allo stato attuale, non è affatto chiara la ricaduta occupazionale di tale scelta". Per Rinaldini "questo problema riguarda complessivamente l'intero piano presentato dalla Fiat e le ricadute di tale piano sulla componentistica e sui motori: è necessario che il confronto prosegua". Il dirigente sindacale sottolinea inoltre "che, stando a quanto dice la stessa azienda, ci sono migliaia di lavoratori che hanno davanti a sé ancora lunghi periodi di Cassa integrazione: ciò rende evidente che va affrontata urgentemente la questione degli ammortizzatori sociali in relazione ai piani aziendali. A partire dall'autunno 2008, e per tutto il 2009 - aggiunge Rinaldini - la Fiat non ha messo un euro per irrobustire i magri redditi dei suoi dipendenti posti in Cassa integrazione". "La Fiom denuncia - conclude il comunicato - il comportamento inaccettabile di Fiat, che non rinnova i contratti a termine a Pomigliano, ed esprime il proprio pieno sostegno alla lotta in atto per affermare il diritto al lavoro".
La Uilm ritiene "inaccettabile la motivazione riferita da Sergio Marchionne circa lo svantaggio di produrre auto nello stabilimento di Termini Imerese per gli esosi costi e per la mancanza della logistica e dell'indotto". Lo afferma il segretario provinciale UIlm di Palermo, Vincenzo Comella, che giudica "non accettabile, in questo momento, la proposta della Fiom territoriale circa l'intento di avviare l'occupazione dello stabilimento e lo sciopero ad oltranza". "Riteniamo - aggiunge Comella - di organizzare forme di lotta forti e visibili che salvaguardino anche un minimo di salario ai lavoratori, visto che la vertenza si presenta ancora lunghissima. E'opportuno, invece, partecipare al tavolo col ministro Scajola affinché si possa indirizzare il futuro dello stabilimeto sempre verso la produzione dell'auto, anche con soggetti diversi dalla Fiat, se questa non vuole accettare di continuare a produrre a Termini Imerese, tutto questo per salvaguardare le professionalità e competenze acquisite in questi 40 anni di produzione a Termini Imerese", conclude il sindacalista. (fonte Siciliainformazioni)
23 / 12 / 2009
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