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Teatro: in scena “L’uomo, la bestia e la virtù” a Messina Debutta questa sera al Vittorio Emanuele a Messina alle 21 “L’uomo, la bestia e la virtù”, il celebre testo di Luigi Pirandello. Gli spettacoli andranno in replica fino al 27 gennaio con due turni: uno pomeridiano e uno serale. In scena sarà rappresentato il celebre testo del drammaturgo siciliano, definito dagli autori della messa in scena quasi un unicum dell’intera produzione teatrale di Pirandello, per l’utilizzo esasperato del linguaggio del grottesco.
La trama è di quelle care all’autore, al limite del possibile eppure nello stesso tempo così realmente credibile. Paolino, rispettabile professore privato, è il protagonista della storia. L’autore lo definisce trasparente, ma il prof ha una doppia vita. In pubblico è uno stimato professore, in privato, invece, è l’amante della signora Perella: una donna virtuosa all’apparenza, moglie trascurata e infelice del capitano Perella: la bestia. La tresca amorosa potrebbe continuare eternamente senza intoppi se non fosse per una gravidanza improvvisa e inopportuna che minaccia di sconvolgere l’ordine della vita dei protagonisti della storia. Il capitano sta sempre fuori casa, ma nell’unica notte che trascorrerà fra le mura domestiche dovrà necessariamente adempiere gli obblighi coniugali, legittimando così il figlio nato nel peccato. E comincia una corsa contro il tempo per risvegliare gli istinti del Capitano.
Il testo teatrale, tratto dalla novella Richiamo all’obbligo, è concepito da Pirandello come una fiera di personaggi-animali descritti come maschere grottesche.
“L’uomo, la bestia e la virtù” è diretto e interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che vestono i panni di Paolino e di Non, il figlio dei Perella. Ester Cucinotti interpreta il ruolo della virtuosa signora Perella mentre il bestiale marito ha il volto di Giovanni Moschella. Antonio Lo Presti interpreta il doppio ruolo del dottore e del farmacista; Margherita Smedile veste i panni delle due domestiche, la governante di Paolino e la domestica dei Perella; Giuliano Brunazzi e Francesco Pennacchia danno voce agli scolari Giglio e Belli e ai due marinai.
Nella messa in scena ideata e curata da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, lo spettacolo è contenuto in un grande armadio che incombe sul fondo del palcoscenico. A poco a poco le ante, i cassetti, le mensole di questo armadio faranno saltar fuori le voci, i gesti, le azioni e i sentimenti dei personaggi, come da un arsenale delle apparizioni in cui tutto è possibile e dove il grottesco si esaspera in momenti di forte comicità o si stempera nella poesia.
23 / 01 / 2008
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