Taormina (Me): manca il catetere e i medici rifiutano il ricovero d’urgenza di un neonato Aveva due giorni di vita il neonato, originario della Calabria, che è stato rimandato indietro dalla Sicilia e trasferito d’urgenza in un centro di cardiochirurgia a Bologna. I cardiochirurghi dell’ospedale “San Vincenzo” di Taormina hanno rifiutato il suo ricovero d’urgenza perché mancava il catetere a pompa per effettuare la procedura di Rashkind, un delicato intervento al cuore.
I fatti risalgono ad un mese fa ma sono stati resi noti soltanto adesso da Carmelo Mignosa, capo dipartimento della cardiologia medico-chirurgica pediatrica del "S.Vincenzo", che ha inviato una lettera ai dirigenti dell'Asl di Messina, all'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo e al direttore dell'unità operativa di neonatologia degli Ospedali riuniti di Reggio Calabria, per "denunciare - dice Mignosa - questo scandalo". "L'ospedale di Taormina - continua - è un centro di eccellenza della cardiochirurgia, l'unico in grado di ricoverare e trattare ogni tipo di urgenza-emergenza neonatle e pediatrica. Il nostro dipartimento 'copre' tutta la Sicilia orientale e la Calabria. Per questo non è ammissibile rifiutare un ricovero d'urgenza di un neonato, con il rischio di vita, perché manca un catetere: un vero salvavita necessario per il trattamento clinico del paziente".
Per Mignosa "l'assurdità è stata che c'era la disponibilità di posti letto ma non abbiamo potuto fare altro che rimandarlo indietro. Non si poteva, infatti, aspettare che arrivasse la nuova fornitura di cateteri, richiesta da circa un mese, perché il piccolo stava diventando cianotico. Per questo é stato trasferito immediatamente a Bologna, il più vicino centro disponibile". La trasposizione dei 'grossi vasi' è una patologia che interessa l'aorta e l'arteria polmonare che sono invertiti non permettendo una buona ossigenazione del sangue. "Con il catetere si crea - continua - un 'canale' tra le due arterie in modo da fare circolare correttamente il sangue. Questo deve essere fatto al massimo entro 48 ore dalla nascita del bambino". Per Mignosa "la causa del mancato approvigionamento dei cateteri è la lentezza burocratica con cui si effettuano i rifornimenti: l'ospedale inoltra la richiesta all'Asl e da lì in 'tempi brevi' dovrebbe arrivare il materiale. Il problema è che le richieste del nostro Centro dovrebbero seguire un iter più veloce, una corsia preferenziale: ma questo non accade con le conseguenze sotto gli occhi di tutti".(fonte siciliainformazioni)
26 / 11 / 2008
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