Siracusa: la scuola De Amicis ricorda il giudice Livatino
Il giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia, è stato ricordato dli alunni della scuola De Amicis di Siracusa. A lui è stata intitolata l’aula Magna del V istituto comprensivo di Siracusa. La dirigente scolastica, Giovanna Strano, e tutti gli operatori della scuola hanno accolto con entusiasmo l’invito dell’assessorato di intitolare l’aula magna al magistrato “bambino” ucciso perché cercava la verità e la giustizia.
L’istituto, per l’occasione, ha promosso la donazione di opere sulla legalità per creare una collezione-museo dedicata al giovane e coraggioso giudice, coinvolgendo anche il territorio alle attività scolastiche. L’iniziativa ha riscosso larghi consenti e ha visto la partecipazione di figure provenienti da vari ambienti: artistico, scolastico, musicale, politico, sociale e religioso, provenienti da più parti della Sicilia.
Fra i partecipanti anche il giornalista Enzo Gallo, cugino di Rosario Livatino, la professoressa Ida Abate, insegnante del giudice; i magistrati Roberto Centaro e Onofrio Lo Re; il sindaco di Siracusa, Giambattista Bufardeci e il vice sindaco, Vincenzo Vinciullo. Alla manifestazione hanno partecipato anche alcuni musicisti conosciuti a livello nazionale ed internazionale quali: Antonio Cicero, i Cantunovu, Carlo Muratori, Fausto Cannone, Giuseppe Tiralongo, Gli Armonici di Aretusa e Nostress Quartet Jazz. Le musiche hanno incantato la platea e la manifestazione è stata coronata dalla recitazione di alcune poesie donate all’istituto dagli stessi autori.
A contorno della manifestazione gli alunni dell’istituzione hanno recitato alcune poesie e il coro della scuola insieme al gruppo corale Gli Armonici di Aretusa, entrambi diretti dal M° Giuseppe Tiralongo professore di musica nella scuola “De Amicis”, hanno intonato l’Inno di Mameli ed altre bellissime melodie scelte nel repertorio moderno delle canzoni sul tema della Legalità. Tutte le opere sono state pubblicate in una bellissima raccolta contenente anche pensieri di Vincenzo Livatino, padre del giudice; Giuseppe Italia, dirigente dell’USP di Siracusa; Enzo Vinciullo, Assessore alle Politiche Scolastiche e del professore Enzo Papa sul tema della legalità.
Gli artisti che hanno donato qualcosa al museo scolastico in memoria di Livatino sono stati: Angelo Rullini, Giuseppe Manganello, Giovanni Alfano, Giuseppe La Delfa, Amedeo Nicotra, Sebastiano D’Oro, Vincenzo Bongiovanni, Giuseppe Tiralongo, Athena La Rosa, Sebastiano Tanasi, Rosa Maria Sciuto, Salvatore Amenta, Lucia Salerno, Maria Luisa Vanacore, Giampietro Saragozza, Carlo Baglione, Salvatore Barone, Angela Blasco, Giovanna Marino, Rosetta Sposito, Alessandro Messina, il 1° Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Platone” di Palazzolo Acreide, l’Istituto Statale d’Arte “A. Gagini” di Siracusa, l’ 8° Istituto Comprensivo “E. Vittorini” di Siracusa.
L’intitolazione dell’Aula Magna del V Istituto Comprensivo “E. De Amicis” di Siracusa al giudice Rosario Livatino si pone in continuità con i percorsi di educazione alla legalità, alla convivenza civile, alla cittadinanza attiva, quali elementi determinanti dell’offerta formativa dell’istituto. La Dirigente dell’istituto, Giovanna Strano, ha sottolineato come “il ruolo dell’educatore in questa scuola non sia solo quello di puro trasmettitore di sapere, ma sia un ruolo poliedrico, che a volte pone dinnanzi a delle scelte difficili, a degli ostacoli insormontabili, al di sopra delle proprie capacità e preparazione. Il giudice Livatino rappresenta per i nostri ragazzi un modello di legalità sicuramente, ma rappresenta anche un modello di coerenza con il proprio progetto di vita, di perseveranza, di determinazione ad intraprendere la strada che si è scelta, e lui lo ha fatto pienamente fino al sacrificio estremo della propria vita. Gli ideali che ci poniamo, sicuramente condivisi da Rosario Livatino, mirano a mantenere viva negli studenti la cultura della legalità, del rispetto reciproco, della non violenza, del dialogo, tutti valori di cui il giudice ha dato testimonianza e che ha perseguito con la sua attività fino al sacrificio della sua giovane vita”.
Rosario Livatino, era un servitore dello Stato, ma soprattutto un uomo coerente con se stesso, con le proprie aspirazioni, i propri desideri, col proprio modo di essere. Ha vissuto dando un senso ad ogni singolo giorno della sua breve vita, rappresentando per le giovani generazioni esempio di determinazione e di rettitudine. Sul suo tavolo da lavoro il giudice teneva un crocifisso ed un Vangelo come un programma di vita. "STD" c'era scritto nella sua agenda, Sub Tutela Dei, sotto la tutela di Dio. La preside Giovanna Strano, al termine dell’incontro, ha augurato a tutti gli studenti di poter maturare e crescere sempre “Sub tutela Dei”.
22 / 04 / 2008
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