Addio ai treni notte di Trenitalia. A partire dal prossimo 11 dicembre il nuovo orario disposto da Trenitalia metterà la parola fine alla storia dei treni notte che collegano l’isola al nord Italia. Secondo la Fit Cisl è una situazione che si può evitare, ma occorre un chiaro indirizzo politico.
Dal prossimo 11 dicembre i passeggeri dovranno caricarsi i bagagli a mano sui traghetti e poi salire sul treno a lunga percorrenza a Villa San Giovanni. In pratica così l’Italia inizierà dalla Calabria, proprio come quasi profeticamente annunciato dal cartello che si legge appena sbarcati dal traghetto a Villa San Giovanni “Benvenuti in Italia”. Eh sì, perché la Sicilia non fa parte dell’Italia, ma all’Italia deve pagare tasse, deve doveri e viene sempre dimenticata e anzi trascurata volutamente.
Dall’11 dicembre non resterà nessuno degli attuali collegamenti diretti dalla Sicilia per Milano, Venezia e Torino. “Tutto il traffico passeggeri si fermerà a Roma, nel progetto “hub & spoke” già previsto nel piano industriale di Fs. “Si tratta di una notevole riduzione dell’offerta alla clientela siciliana – dichiara la Fit Cisl – in termini di qualità e quantità dei posti offerti ma, soprattutto, si snatura la tipologia stessa del servizio notte costringendo la clientela a diversi cambi per viaggiare da un capo all’altro della penisola. Sul piano occupazionale le cifre sono preoccupanti, in particolare per Messina: nel settore Servirail dell’accompagnamento notte 82 lavoratori messinesi saranno licenziati tra meno di un mese. Ma la soppressione di sei treni in Sicilia e due in meno che traghetteranno lo stretto giornalmente, avranno ripercussioni sul settore per circa 100 unità”.
La Fit Cisl ricorda come le esperienze di importanti imprese ferroviarie europee, come ad esempio la tedesca DB e la spagnola Renfe, testimoniano che i treni notte sono, ancora oggi, una concreta opportunità di business in cui hanno concentrato significative energie e investito importanti risorse.
Secondo il sindacato non vi sono riscontri oggettivi alla tesi del Gruppo FS secondo la quale il servizio aereo "lowcost" e l'alta velocità ferroviaria costituiscono migliore alternativa ai treni notte a lunga percorrenza, giudicati rami secchi da tagliare, infatti dove Trenitalia lascia spazi preziosi subentra il trasporto gommato a fare analogo servizio.
"Da tempo denunciamo tale stato di cose – continuano Testa e Barresi - è paradossale ma emblematico il fatto che a un treno espresso, una volta gioiello di puntualità ed efficienza, sia fatta percorrere la tratta Messina/Palermo in 4 ore 25 minuti con una velocità media di 52 KM/H, mentre lo stesso tragitto è ricoperto da un treno regionale in 2 h 30 minuti al doppio della velocità media. Una scelta operata per allungare artificiosamente le percorrenze con il chiaro ed unico obiettivo di affossare il servizio notte".
E' inaccettabile - rilancia la Fit Cisl - che Trenitalia, in via preventiva e comunque prima di conoscere l'entità dei tagli che, presumibilmente, saranno apportati dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture al contratto di servizio per il triennio 2012-2014, ridimensioni il numero e/o la composizione dei treni rientranti in tale contratto.
La Federazione Trasporti della Cisl ritiene che, con le opportunità che il mercato offre, è possibile il rilancio del "settore notte" in condizioni economicamente compatibili con le risorse destinate al "servizio universale" integrate da incrementi dei ricavi da mercato derivanti dal miglioramento del servizio, così da scongiurare tagli indiscriminati. "Ma per far ciò – concludono Testa e Barresi - servirebbe quel che fino ad oggi è mancato seppure da noi fortemente richiesto, ovvero un chiaro indirizzo politico che orienti in tal senso gli investimenti del vettore del servizio pubblico".
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