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Sicilia: tre morti bianche in 24 ore.


Sembra non avere fine la catena di morti sul lavoro in Sicilia. In sole 24 ore tre sono state le vittime bianche sull'isola. Ieri è morto un operaio al petrolchimico di Gela a seguito dell'esplosione di un'apparecchiatura sotto pressione, mentre altri due operai sono morti nella frana di Caltanissetta.
A Gela, Salvatore Vittorioso, 34 anni, lavorava per la Ecorigen, azienda che opera nel settore della rigenerazione dei catalizzatori e degli olii esausti. L'incidente è avvenuto poco dopo le 21.30, per cause ancora da accertare. Secondo le prime ricostruzioni la porta di un forno si sarebbe staccata dall'apparecchiatura,investendo l'uomo che si trovava nell'area e che è stato raggiunto dalle fiamme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco che operano per conto dell'Eni. Le indagini sono coordinate dal pm di Gela, Monia Di Marco, che ha sequestrato l'intero impianto della Ecorigen, che si trova nell'Isola 13 del Petrolchimico.
Stamani i sindacati hanno proclamato due ore di sciopero, dalle 8 alle 10, al petrolchimico di Gela. Secondo Cgil, Cisl e Uil, "quanto è accaduto è da ascrivere alla piena responsabilita della Ecorigen", per la quale lavorano 45 persone. Il forno che ha provocato l'incidente era entrato in funzione ieri, dopo che per una settimana, a causa di un guasto, una delle due linee di produzione era rimasta ferma. Vittorioso, originario di Licata, nell'Agrigentino, aveva un contratto a tempo determinato. Ieri aveva fatto il turno dalle 6 alle 14 ma era rimasto al lavoro, su richiesta dell'azienda, perché serviva personale. La salma dell'operaio si trova all'obitorio di contrada Fardella. Sull'incidente la procura di Gela ha aperto un'inchiesta.
Nella mattinata di ieri, intanto, nella frana di Caltanissetta., sono morti Santo Notarrigo, di 35 anni, di Caltanissetta e Felice Baldi, di 19, di Sommatino, un paese del nisseno. Il cedimento del terreno ha provocato pure l'instabilità di alcuni edifici della zona da cui sono state fatte evacuare nel pomeriggio 60 famiglie che questa notte dormiranno in albergo o nelle abitazioni di familiari. Il corpo di Notarrigo, che era sposato e padre di due ragazzi, è stato estratto subito dal fango dalle squadre dei carabinieri e dei vigili del fuoco intervenute sul posto, mentre quello di Baldi è stato individuato dai soccorritori solo dopo quasi un'ora di scavi, grazie all'utilizzo di un cane.
I due operai investiti dalla frana stavano svolgendo lavori per conto della ditta edile "Lipani" di Caltanissetta, incaricata da un condominio di via Gori di effettuare opere di canalizzazione dell'acqua piovana nella fognatura. Nel cantiere gli operai lavoravano manovrando una piccola ruspa e altri mezzi meccanici. Le vibrazioni, secondo una prima ipotesi, potrebbero aver favorito il distacco di un costone collinare, reso già instabile dalle forti piogge cadute in questi giorni. Lo smottamento ha abbattuto il muro di contenimento sotto il quale si trovavano gli operai, che sono rimasti sepolti dai detriti. Il sindaco di Caltanissetta, giunto sul posto, annunciando il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali, denuncia: "da tempo avevo sollecitato la protezione civile a intervenire sulla collina Sant'Anna, dove oggi è avvenuto il crollo, ma non è stato fatto nulla perché mi è stato risposto che mancavano i fondi necessari ai lavori di consolidamento". Ma il Dipartimento della protezione civile replica: è il sindaco il responsabile della sicurezza del territorio del suo Comune. Da mesi l'intera zona di Sant'Anna è a rischio smottamenti: prima per il fenomeno dei "vulcanelli", una notevole fuoriuscita di gas che produce l'innalzamento del terreno; adesso per le piogge abbondanti che stanno sbriciolando la collina provocando nuove frane. Nella zona vivono circa cinquemila persone; quasi tutti gli edifici sono stati costruiti negli anni scorsi a ridosso della collina.
Proprio ieri componenti dell'ufficio tecnico comunale avevano effettuato un sopralluogo in via Mario Gori per verificare lo stato dei lavori effettuati dall'impresa "Lipani". I vigili del fuoco ipotizzano che potrebbero essere state le vibrazioni provocate dalla ruspa impiegata dai due operai morti a creare la frana, ma i tecnici del Comune hanno accertato che il muro di contenimento rischiava comunque già di cedere a causa delle abbondanti infiltrazioni provocate dall'acqua piovana.


29 / 01 / 2009



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