Sicilia paralizzata, prosegue lo sciopero degli autotrasportatori. “Andremo a Roma”
Da lunedì hanno paralizzato la Sicilia gli autotrasportatori che stanno scioperando contro il caro benzina e che chiedono maggiori infrastrutture nell’isola. A causa dei blocchi iniziano anche a scarseggiare le scorte di viveri nei supermercati. E da ieri anche la benzina. Questa mattina in quasi tutte le località siciliane, dalle grandi città ai piccoli centri, si sono formate lunghe code ai distributori di benzina. Gli autotrasportatori dell’Aias, l’associazione degli autotrasportatori siciliani, proseguiranno lo sciopero fino al prossimo venerdì 20 gennaio.
Il traffico automobilistico è interrotto sulla statale Palermo-Sciacca all’altezza di San Cipirello. A Palermo, nei pressi della rotonda di via Oreto un centinaio di persone con una quarantina di mezzi pesanti hanno ostruito il traffico. Stessa situazione a Termini Imerese, sulla statale Palermo-Agrigento, nei pressi del bivio per BOlognetta e Villabate, a Tremestieri, Villafranca Tirrena in provincia di Messina, ad Agrigento nei pressi del bivio per Bolognetta e Villabate.
Queste messe in atto dagli autotrasportatori siciliani, secondo le associazioni, sono forme di protesta inaccettabili. In un documento unitario, infatti, i vertici regionali di Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori, Cna, Casartigiani, Confapi Sicilia, Confcommercio; LegaCoop, Confesercenti Sicilia, Confcooperative, scrivono che “le manifestazioni di protesta che stanno mettendo in ginocchio l’economia siciliana sono il frutto delle responsabilità del governo nazionale e regionale, che purtroppo continuano ad ignorare le drammatiche condizioni in cui versano tutti i settori produttivi dell’isola. Le associazioni – prosegue il comunicato – hanno piena consapevolezza del collasso a cui è giunta l’economia siciliana e da tempo la rappresentano all’opinione pubblica e al governo Lombardo. Proprio per questo – concludono – consideriamo inaccettabili le forme di protesta adottate in questi giorni perché arrecano ulteriore danno ai cittadini e a tutte le attività produttive peggiorando le condizioni economiche delle imprese”.
Intanto non si ferma nemmeno la protesta del movimento dei forconi. I pescatori hanno bloccato il porto di Catania e questa mattina hanno occupato anche l’aula consiliare di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. Fabio Micalizzi, presidente regionale dell’associazione pescatori marittimi professionali dice che si sta cercando di bloccare i mercati ittici. “Ci sono presidi – dichiara – anche davanti alle navi per impedire lo sbarco dei carichi”. La protesta non finirà il 20 gennaio. I pescatori di tutte le marinerie siciliane si stanno mettendo d’accordo per far sentire la loro voce e andare a Roma. I pescatori chiedono un maggiore contributo per la nafta da parte della Regione e l’eliminazione dell’Iva. Contestano anche le normative europee che penalizzerebbero ulteriormente i pescatori siciliani.
Bronte (Ct): consiglio comunale per ricordare le stragi “La Repubblica Italiana, nella libertà e nella legalità , vincerà la paura generata dalle stragi di Capaci, di via D’Amelio e della scuola “Falcone – Morvillo” di Brindisi”. E’ l’ordine del giorno del Consiglio comuna...
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