E’ stato un vero successo il Turtle Day del WWF in Sicilia, con circa 500 pescatori che hanno letteralmente preso d'assalto gli stand del WWF Italia, presidiati dal personale della Riserva di Torre Salsa, ieri a Porto Empedocle e stamattina nel porto di Sciacca, dove a fine mattinata è stata liberata una tartaruga marina curata nel centro del WWF di Lampedusa. I pescatori (il WWF ringrazia
pubblicamente le cooperative di pescatori in particolare di Porto Empedocle e Sciacca) hanno raccontato la loro esperienza con le tartarughe marine, e ricevuto le magliette, materiale informativo e spiegazioni su come comportarsi in caso di recupero di una tartaruga marina nelle reti o negli ami dei palangari.I pescatori hanno dimostrato un grande interesse per la salvaguardia del mare e delle specie protette quali tartarughe marine e cetacei.
Ai porti il WWF è stato accolto dal personale delle Capitaneria di Porto che normalmente collaborano con il Network tartarughe marine dell'AssociazioneIl Turtle Day si è svolto oggi in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Toscana, vi hanno partecipato in centinaia, dalle autorità costiere alle istituzioni locali, dai cittadini comuni ai pescatori, che hanno seguito numerosi le "lezioni" organizzate dal WWF nei porti per spiegare come trattare una tartaruga pescata accidentalmente, come tagliare la lenza nel caso della pesca con l'amo o come recuperare a bordo una tartaruga pescata con le reti a strascico. Istruzioni riportate in forma di vignetta sulle magliette che sono state distribuite ai pescatori stessi.
Il WWF ha incontrato i pescatori nei porti di Molfetta, Taranto, Sciacca e Porto Empedocle, a Vibo Valentia Marina e a Lampedusa. In tutto sono state liberate una decina di tartarughe marine, mentre sulla spiaggia calabra di capo Bruzzano, che ha ospitato il primo nido di tartarughe Caretta caretta in Italia per la stagione 2009, sono intervenuti anche i ricercatori dell'Università della Calabria impegnati nel progetto TARTACare.
"La salvaguardia delle tartarughe marine richiede sforzi coordinati di molti enti e organizzazioni in molti Paesi del mondo - ha dichiarato Paolo Casale, responsabile Progetto Tartarughe del WWF Italia- Per questo il WWF ha creato il network tartarughe e lavora insieme a Università, istituzioni, pescatori e operatori locali, perché uniscano le proprie forze nella tutela dei singoli esemplari e delle intere specie. Nel Mediterraneo il problema principale è la cattura accidentale negli attrezzi da pesca e vista l'entità della flotta italiana e l'importanza dei nostri mari per le tartarughe, l'Italia ha in questo una grandissima responsabilità, ma finora è stato fatto ben poco. I pescatori possono fare molto per ridurre il danno che involontariamente la loro attività provoca a questi animali, per questo il WWF ha in corso una campagna per informarli del problema e chiedere il loro aiuto. L'evento organizzato oggi a Molfetta e in molti altri centri è un momento importante per promuovere ogni giorno di più questa collaborazione."
portale di Maria Chiara Ferraù (EDSIC)
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