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Sicilia: il codacons diffida le scuole siciliane


Il codacons ha diffidato le strutture scolastiche siciliane. Secondo il legale, infatti, il decreto Gelmini nell’isola ha degli effetti lesivi dei diritti degli utenti del servizio scolastico. Il Codacons ha annunciato di aver diffidato il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, i dirigenti degli ex provveditorati agli studi delle 9 province, i presidenti delle province, tutti i sindaci dei comuni siciliani e tutti i dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie della Sicilia. Insomma, un vero e proprio tsunami legale sulla scuola siciliana.

Il punto di partenza della diffida, redatta dagli avvocati Floriana Pisani e Pier Luigi Cappello dell'Ufficio Legale Regionale, spiega il Codacons, “è il mancato rispetto dei criteri dimensionali delle classi, che porta ad un sovraffollamento degli studenti, con grandi rischi per la sicurezza e la salute di alunni e docenti, costretti a lavorare in ambienti ristretti, che possono favorire il propagarsi di malattie contagiose, quale ad esempio il virus A/H1N1, che potrà poi diffondersi tra i cittadini”'.

Secondo il Codacons “è necessario prevedere la proporzionale riduzione del numero di alunni per aula in tutti quegli Istituti e scuole nelle cui classi si dovesse accertare essere sovraffollate proprio per ragioni di sanità pubblica in relazione al virus A/H1N1. Inoltre, per far anche fronte alla eventuale pandemia causata dal virus A/H1N1, così come prevedono le norme di igiene e sicurezza sul lavoro e relativa linea guida sul rischio biologico nr. 16 emessa dagli Assessorati alla Sanità, le scuole, come tutte le comunità, sono obbligate ad adottare misure di prevenzione e di profilassi generica e specifica”.

La questione, spiega ancora il Codacons, “è aggravata anche dal fatto che tante scuole non riforniscono i servizi igienici di mezzi detergenti (carta igienica e sapone in dispenser) e per asciugarsi (asciugamano monouso in dispenser), così come previsto dalla normativa”.

“La responsabilità dei Dirigenti scolastici - prosegue l'associazione in difesa dei consumatori - è evidente laddove non dando esecuzione alla normativa vigente, omettono di valutare i rischi dal punto di vista della sicurezza e della salute, e non si azionano per prevedere numeri ridotti di studenti nelle classi, con gravi ripercussioni sia nel caso di dover effettuare un'evacuazione immediata della scuola ovvero per le condizioni igieniche idonee ad evitare contagi di malattie, sempre più diffuse”.

I Dirigenti Scolastici quali datori di lavoro dovranno attenersi, quindi, evidenzia il Codacons, “nella formazione delle classi e nell'allocazione degli alunni all'interno di ciascuna aula, ai criteri dimensionali minimi previsti dalla Legge che sono di 1,8 mq per alunno per le scuole primarie e dell'infanzia, e di mq.1,96 per alunno per le scuole superiori”.

Il Codacons adesso ritiene che “soprattutto il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale debba inoltre intervenire per tutelare il Diritto alla Salute e ad una corretta Formazione ed Istruzione da parte degli alunni, nonché il Diritto al Lavoro degli insegnanti non di ruolo che, da decenni operano all'interno dell'Istituzione Scuola, contribuendo in modo sostanziale e fondamentale al suo funzionamento e che, a causa di una politica tesa esclusivamente a “far quadrare i conti”, oggi vedono messo seriamente a repentaglio il loro futuro”.

Tanasi, conclude il Codacons, ha altresì chiesto “ai Prefetti siciliani, alle Procure della Repubblica , ai Vigili del Fuoco, agli Ispettorati del Lavoro e allo Spesal presso tutte le Asl siciliane, di verificare che nelle scuole siciliane sia garantita la salubrità e la sicurezza dei locali tutti”.

26 / 09 / 2009



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